Racconti dell’errore

Aristide Galeoto, bancario fortemente incline alle seduzioni del corpo femminile, fin da quando era bambino convive con l’incubo di essere continuamente sul punto di dover morire. Invano cerca un rimedio in rapinosi e furtivi adescamenti di donne… Giovanni Sollacciano dai tempi della scuola materna gioca a fingere di morire, cadendo di tanto in tanto in uno stato di perdita di coscienza che di fatto segna una fuga da un mondo che avverte estraneo… Antonio Feliciano detto Tonino non ha mai voluto prendere in considerazione l’idea che un giorno sarebbe invecchiato. Ogni precauzione messa in atto rischia di crollare dinanzi alla comparsa nella sua vita di una bellissima ragazza… Un anziano pensionato di nome Umberto D’Avanzo, dopo aver trascorso la propria esistenza al servizio della banca in cui prestava servizio e al riparo da ogni coinvolgimento sentimentale, trova stimoli a lungo insperati nel rapporto con una cagnetta di nome Gilda… Il professor Tommaso Ciaramella è un appassionato cultore di latino e greco antico. La convinzione che l’amore possa esistere solo nel mondo della letteratura viene sconvolta da una giovane allieva che gli si presenta come una rediviva Nausica…
Considerato uno dei maggiori letterati e intellettuali italiani contemporanei, l’ottantenne Alberto Asor Rosa è appena tornato in libreria con una raccolta di sei racconti che il lettore faticherà a dimenticare per lo sconcerto e il fascino con cui viene approcciato il tema della morte. In ognuno di essi l’autore ritrae un personaggio marginale ed eccentrico che, in maniera diversa ma stravagante, cerca di convivere con la percezione della stretta finale cui è predestinato. Uomini accomunati da una condizione di basso profilo sociale e di mediocre spessore culturale. Indifferenti ed esclusi dal rutilante dispiegarsi della vita pubblica, sprofondano in se stessi come in una vischiosa palude che concede loro l’opportunità di indulgere nelle proprie fobie, in un altro ordine più segreto e meno comunicabile nascosto dalla realtà apparente. Nel racconto di questa disturbata vertigine, che li accompagna fin sulla soglia dell’estremo commiato, c’e ancora spazio per l’ironia e per un delicato erotismo. Elementi che, unitamente a una prosa di limpida e raffinata fattura, contribuiscono a fare degli “errori” l’incanto di questa nuova opera di Alberto Asor Rosa.

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