Racconti della notte da leggere di giorno

Racconti della notte da leggere di giorno

Il geometra Tolomeo Caledonio, quasi quarantenne ex campione di pugilato categoria pesi medio-massimi, noto con il nome d’arte “006, mai dire mai”, detentore della corona mondiale nonché del guantone d’argento e dei calzoncini di platino, si è ormai ritirato dallo sport ed è titolare di una industria di stuzzicadenti. Gli affari vanno benissimo e Caledonio può fare affidamento sull’aiuto dell’amico Andaluso signor Coppo, giardiniere specializzato nel taglio di alberi secolari, dal cui legno si ricavano appunto gli stuzzicadenti. Tutto è perfetto, quindi. Ma il destino, si sa, è beffardo e, durante una visita medica di routine, Caledonio scopre di essere affetto da una malattia incurabile che gli lascia ormai poco da vivere. L’ex boxeur, disperato e depresso, medita il suicidio… Tessalico, nato da una ricca famiglia pavese, scapolo trentenne che vive di rendita, amante degli animali e proprietario di Thai, una tartaruga con la vela, scrive romanzi ed ha una grande passione, il windsurf, che pratica con ciaspole e racchettoni. Su una spiaggia brasiliana, in cui sta trascorrendo una meravigliosa settimana di vacanza, risvegliatosi all’improvviso dopo un lungo sonno ristoratore, Tessalico realizza che sta cominciando a piovere ed imbraccia la sua tavola per portarsi al riparo, quando scorge in lontananza, nel mare divenuto sempre più agitato, un uomo che, a bordo di una canoa, sta per naufragare. Non esita neppure un secondo, si getta in acqua e comincia a nuotare con vigore verso il malcapitato… Leponzio è un ladruncolo di professione, un cialtrone interessato esclusivamente al proprio tornaconto. È impulsivo e furbo, sempre pronto a porre la sua inesauribile energia a servizio del malaffare: ruba di tutto e spesso finisce “al gabbio” in compagnia di furfanti della peggior specie. Ma ecco, un bel giorno, presentarsi l’occasione della vita. No, non si tratta di un furto di oggetti di poco valore, ma di una vera e propria razzia in un appartamento di lusso, dove, insieme a quadri, tappeti e pellicce, c’è tanto contante: denaro fresco, conservato in una cassaforte refrigerata…

Ezio Paolo Reggia, saggista e manager che ha occupato posizioni di rilievo in alcuni dei principali gruppi assicurativi italiani, è riuscito a stupire regalando al lettore qualcosa che si discosta molto dai suoi precedenti lavori; l’autore stesso ha dichiarato che è possibile considerare questo libro “una sorta di risveglio dal lungo sonno manageriale che aveva caratterizzato la cifra professionale della mia vita e delle mie precedenti opere”. Ed ecco allora un’antologia di storie surreali e divertenti, bizzarre e controcorrente, rivolte ad un pubblico che abbia voglia di distrarsi ed uscire dagli schemi, scostandosi da una visione meramente in bianco e nero della vita per abbracciarne una più colorata e dinamica. Si tratta di racconti dedicati a chi sappia apprezzare una lettura insolita, variopinta e variegata, in cui, come lo stesso Reggia ha sottolineato in un’intervista “lo scritto è parlato, per diventare parlante”. Si alternano storie d’amore, di incontri, di lavoro, di malattia, in cui possibile ed assurdo si affiancano in un equilibrio così precario, da diventare specchio disincantato della realtà, con tutti i suoi difetti e le sue brutture. I nonsense, che sono caratteristica peculiare dei racconti e soprattutto dei pensieri molesti di Cicero, richiamano in maniera inequivocabile i limerick di Edward Lear, miscuglio apparentemente casuale di associazioni capace di produrre una serie di immagini estranee al senso comune, enfatizzandone nel contempo l’effetto umoristico. I protagonisti dei racconti- una variegata accozzaglia di macchiette improbabili- si esibiscono in modi bizzarri e danno vita ad assurde conversazioni, ricche di giochi di parole, ironia, understatement, il tutto espresso con estrema serietà. Sono personaggi eccentrici ed insegnano a non fossilizzarsi sul punto di vista più comune e banale, ma invitano a sovvertire l’ovvio per dare vita a finali esilaranti ed inattesi. Racconti scritti di notte, ma da leggere rigorosamente di giorno, per dare un calcio alla malinconia e per accogliere quel buonumore di cui tanto si ha bisogno.



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