Racconti Siciliani

Racconti Siciliani
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Inebriati dagli odori che frastornano, tra i banchi dello storico mercato della Vucciria, a Palermo, non è insolito perdersi tra vicoli e “stratuzze” e ritrovarsi a percorrere vie dai nomi improbabili, come “via Terra delle mosche”, che unisce via della Loggia a via dei Chiavettieri. Delle tante leggende intorno all’origine del toponimo - perlopiù riferite ai suoi antichi abitanti, che usavano aggirarsi per quella via, ronzando come mosche alla ricerca di un buon affare - una in particolare, narra di un tempo lontano, in cui il sito era dominato dalle mosche e governato da reali appartenenti alla dinastia dei Ditteri giganti. Poche leggi ne governavano la vita, ma una in particolare aveva effetti immediati: chiunque infrangesse il divieto di non ronzare dopo i pasti, durante il riposo dei sovrani, veniva sottoposto a schiacciamento immediato. Ma un bel giorno, o forse, nefasto, l’uomo escogitò un modo per attaccare la comunità degli insetti, ignaro tuttavia di quale “camurriusa” vendetta lo attendesse… Seduto su un seggiolino in riva al mare, un uomo con in mano una canna da pesca, osserva e contempla l’ordine divino nascosto nelle maree, nel mare e nella terra che, perennemente innamorati, si inseguono. Un pomeriggio, nota un bambino, solo, seduto sulla battigia. Il ragazzo scrive sulla sabbia bagnata, disegna cuori e attende che l’onda cancelli i suoi messaggi. Ogni pomeriggio il bambino compie lo stesso rito. Cosa farà mai? Cosa scrive sulla sabbia? E che fine avrà fatto Totò, il figlio della signora Prurè, ragazzo perbene, anche se poco dotato di intelletto. Non ne sanno niente al mercato del Capo di Palermo, dove Totò viene pagato dai venditori per “abbanniari”, per urlare e vendere la mercanzia. Nessuno sa nulla nel cortile Sette Pani, dove la gente sa tutto di tutti… Di verità inconfessabili ne sa tante, invece, l’avvocato Cataldo Russo, che a Motta è il potente legale a servizio del clan locale. Per dovere professionale e per il peculiare ruolo svolto, l’avvocato Russo è abituato a tenere il massimo riserbo. Ma con i Laudani è un’altra storia. I genitori di Marcello Laudani, diciassette anni e già inghiottito nell’oblio, gli hanno chiesto un consulto, un interessamento sulla scomparsa del figlio. La risposta è tutta in un ermetico pizzino, custodito nella tasca del cappotto dell’avvocato…

C’è la Sicilia con il suo linguaggio, i suoi riti, le sue tradizioni, ma ci sono soprattutto tante storie di uomini e donne nel volume che raccoglie sessantasette racconti e altrettanti autori. Non soltanto un’antologia di racconti (curata da Stefano Andrini), ma una silloge delle forme narrative del racconto breve, dal racconto autobiografico al racconto storico, dalla fiaba al fantasy, dal poliziesco al noir. Alcuni predano il cuore e la mente del lettore, lasciandolo affamato a causa del modesto pasto. Talvolta due, tre pagine appena, ma suggestive e dense. Altri sorprendono per la trama insolita e geniale, come il racconto di una piazza che si anima di letterati e artisti, accompagnati dai personaggi delle loro stesse opere. Il volume, in seconda edizione, raccoglie i frutti del secondo concorso letterario “Racconti siciliani”, indetto dalla casa editrice indipendente Historica, in collaborazione con Cultora.it, portale di informazione culturale, rivolto esclusivamente ad aspiranti o già affermati scrittori “nati, residenti o domiciliati in Sicilia”.



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