Radio Miami

Radio Miami
E' mezzanotte. Un rumore lontano si confonde con lo sciabordio dei coccodrilli che nuotano nella palude, il chiocciare dei papagalli sui rami delle mangrovie, il ticchettare delle zampe dei granchi che attraversano la strada per andare a deporre le uova, facendo lo slalom tra i loro consimili schiacciati sull'asfalto dalle automobili. Ma non sfugge all'equipaggio dello Shirley, uno yacht da pesca in alto mare guidato dallo yankee Bob e dal cubano Rider, da poco convertito alla religione rasta. I due finiscono per convincersi che si tratta del sibilo del razzo sul quale il sovietico Yuri Gagarin sta percorrendo l'orbita terrestre, e comunque chi se ne importa di stare a lambiccarsi il cervello su un fischio remoto in una notte così bella. Molto meglio godersi i bolero di Radio Swan, quelli che la voce della dj Rosa annuncia con il suo consueto tono roco, così sexy che fa sognare. Certo, ogni tanto a Radio Swan - che trasmette dalla Yuma, come i cubani chiamano gli Usa - la fanno lunga con la politica, fanno propaganda anticastrista, e quella è una rottura di palle, cazzo: ma Rosa no, lei ha un programma tutto musica caliente e note struggenti. Eppure, stanotte anche Rosa lancia strani messaggi in codice: a chi sono diretti? Cosa sta succedendo in quella notte tropicale? Succede che mentre sulla spiaggia dello Stabilimento Balneare echeggia il ritmo della salsa ballata da centinaia di giovani cubani, un commando paramilitare guidato da Grayston Lynch e Rip Robertson sta sbarcando sull'isola per rovesciare il regime castrista. Succede che Cleopatra Velazco, una ragazzina di dieci anni inviata dal Governo nella remota Palude come alfabetizzatrice per insegnare a leggere a un vecchio carbonaio, si sveglia al crepitìo delle mitragliatrici. E pensare due giorni prima c'era chi aveva previsto l'attacco...
Il 17 aprile 1961 un gruppo di esuli cubani anticastristi appoggiati da piccoli contingenti dell'esercito americano sbarcò in forze a Cuba, nella zona della Baia dei Porci. Ma nonostante l'equipaggiamento scarso e una buona dose di cialtroneria, le forze castriste ebbero facilmente ragione del commando. Tre le ragioni: maggiore esperienza nelle tecniche della guerriglia da parte delle truppe di Fidel e Che Guevara, il 'tradimento' di John Fitzgerald Kennedy che all'ultimo momento per ragioni politiche negò l'appoggio diretto dell'aviazione USA e infine la mancata sollevazione della popolazione cubana, data erroneamente per scontata dai servizi segreti statunitensi. La giornata finì 90 (morti) a 0. Radio Miami inizia da qui, ma la Baia dei Porci è solo un pretesto - appare chiaro sin da subito - come del resto nelle pagine successive la storia dell'occupazione del Guatemala o quella della Rivoluzione Cubana, un pretesto per costruire un romanzo (di avventura? di politica? di nostalgia? d'amore? di musica?) che rimbalza da una base aerea a un bordello, da un accampamento clandestino a un locale da ballo, da un sogno a un'insonnia, di bolero in bolero (e infatti non sono pochi i capitoli che hanno per titolo il titolo di una canzone). Il 'metodo Belgrano Rawson' consiste nell'evocare ricordi, nel legarli tra loro, nell'andare e tornare attraverso il tempo e lo spazio, nell'accumulare immagini, personaggi e pensieri fino a farne indigestione, con una generosità tutta latinoamericana ma al tempo stesso anche molto cerebrale. Centro di gravità poco permanente di questo caleidoscopio è Rosa (il titolo originale del libro infatti è Rosa de Miami), la dj-entreneuse che come una rosa dei venti indica il movimento, la strada, è incrocio e simbolo al tempo stesso. "Radio Miami nasce come un fumetto, un fumetto intitolato Garrapatenango, ispirato a un cubano emigrato a Buenos Aires, un ex paracadutista fatto prigioniero alla Baia dei Porci, uno che giocava a baseball a Ferro e viveva nella stessa pensione dove vivevo io", racconta Eduardo Belgrano Rawson in una recente intervista. "Si chiamava Ramón Masvidal. Ora vive a Miami, suppongo". Nel passaggio da fumetto (mai pubblicato, resistono solo tre o quattro schizzi dallo stile grottesco che qui intervallano i vari capitoli) a romanzo, altri temi si sono aggiunti a complicare, arricchire la scena: il bombardamento del Guatemala dopo le espropriazioni ai danni delle multinazionali americane da parte dei governi socialisti, per esempio. Personaggi immaginari convivono accanto a personaggi reali, come Fidel Castro (menzionato inesorabilmente come il Cavallo), Che Guevara, Camilo Cienfuegos, Jorge Masetti, Tachito Somoza. Storie 'piccole' accanto alla Storia con la S maiuscola. Carne, sudore, canzoni da ubriachi. Emozioni, colori, suoni. Senza embargo.

Leggi l'intervista a Eduardo Belgrano Rawson

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