Radiomorte

Radiomorte

L’auto di lusso viaggia spedita sulla corsia di emergenza. Al suo interno una famiglia di quattro persone. Sono i Colla, la famiglia più invidiata d’Italia. Ultimamente sono balzati agli onori delle cronache televisive e gossippare per un bestseller dal titolo inequivocabile: La famiglia felice al tempo della Crisi. Esatto, la famiglia in questione è proprio la loro. Il libro è già all’ottava edizione e i Colla trascorrono oramai le loro intere giornate scivolando da un talk a un salotto letterario, da un’intervista in radio a uno slalom tra palinsesti che li bramano pur di garantirsi un picco di share. Proprio l’ennesima intervista in radio li sta aspettando questa mattina. E loro come sempre, sorriso prestampato, vestiti di ordinanza e recita ben impostata nella testa, sono quasi pronti per andare ancora una volta in scena e issarsi sul palcoscenico delle loro certezze. Nessuno dei quattro può però immaginare quale melodramma li sta aspettando. Eh sì, perché l’intervista è una trappola che li terrà bloccati e segregati fino all’alba, fino a quando cioè solo a tre di loro sarà concesso di ritornare a vedere la luce del giorno. Già, proprio così. Il quarto l’alba non la vedrà più. E saranno loro stessi a dover decidere chi riuscirà a salvarsi e chi no...

Altissima tensione in questo riuscitissimo thriller mozzafiato e claustrofobico di Gianluca Morozzi. In un reality a metà strada tra un “Grande Fratello” e uno spietato gioco della verità, quelli che unanimemente sono oramai considerati il modello della famiglia perfetta e di successo, capaci da mesi di vomitare certezze e ricette magiche sui segreti dell’unione familiare idilliaca, saranno costretti una mattina come tante, complice una finta trasmissione radiofonica, a dover viceversa fare i conti con i più terribili scheletri dei loro armadi. Solo a tre di loro sarà concessa la salvezza, il quarto dovranno sceglierlo dopo essersi sbattuti in faccia i peggiori e inconfessabili segreti. Un nerissimo Morozzi che ci riporta un po’ indietro ai fasti di Blackout, e con la consueta e indiscussa verve narrativa riesce a costruire un radiodramma ad altissima gradazione di suspense e tachicardia, spiazzando e centellinando colpi di scena da consumato fuoriclasse del genere. Trattenete il fiato e reggetevi forte. Si va On Air!



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