Ragazza in un giardino

Ragazza in un giardino
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Baltimora, 1960. Pamela Emerson, signora benestante rimasta da poco vedova, ha deciso di licenziare dopo più di 25 anni il suo uomo tuttofare e si ritrova senza l’aiuto necessario per mandare avanti la casa, dal momento che i suoi sette figli si sono allontanati a poco a poco per seguire la loro strada. Il destino le fa incontrare la giovane Elizabeth Abbott, studentessa in cerca di un lavoretto estivo, che si mostra da subito interessata ad aiutarla. Ben presto però il rapporto tra Pamela ed Elizabeth diventa molto più complesso di una semplice relazione datore di lavoro–dipendente: se da un lato la presenza della ragazza è ogni giorno più importante per la signora Emerson, che non fa mistero di averne bisogno, d’altro canto ai suoi occhi Elizabeth è troppo frivola, troppo disponibile ad accettare inviti ad uscire e soprattutto troppo poco concentrata sui suoi studi (“Mi preoccupo per te come una madre, questo volevo dire. Io desidero solo che tu sia felice. Detesto vedere che ti butti via così”; “E’ solo che mi sembri… priva di obiettivi. Non fai nessuna distinzione nella tua vita. Come faccio a sapere che domani non te ne andrai con qualcuno e mi lascerai qui da sola?”). La situazione peggiora quando Elizabeth inizia a frequentare contemporaneamente due dei figli della signora Emerson, Timothy e Matthew. Un intreccio di rapporti complesso, che verrà spezzato da un evento tragico, a partire dal quale gli equilibri del clan Emerson dovranno necessariamente mutare...
"Quando esce un nuovo romanzo di Anne Tyler bisogna lasciar perdere tutto e comprarlo subito. E naturalmente leggerlo”: così Nick Hornby parla dell’autrice di Ragazza in un giardino, una delle più abili narratrici del nostro tempo, capace di costruire trame dal sapore familiare, storie che sembrano fatte per essere raccontate davanti al camino, tramandate di generazione in generazione. Una scrittura intimista, la sua, fatta di dialoghi estremamente intensi, decisivi per la comprensione dei caratteri dei personaggi, e che rivelano una capacità non comune di sondare i meandri della psiche umana, attraversando sentimenti anche opposti. Nella sua fine capacità di indagine delle dinamiche esistenti tra genitori e figli, la Tyler non può non ricordare Natalia Ginzburg, che con il suo Lessico famigliare è riferimento imprescindibile per chiunque si ponga l’obiettivo non facile di raccontare le mille e più distorsioni dei legami familiari. Una curiosità: il romanzo è stato pubblicato da Anne Tyler nel 1972 ma diffuso in Italia (la prima edizione era targata Guanda) solo nel 2008.

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