Ragazze di campagna

Ragazze di campagna
In un’Irlanda rurale, dal cielo in perenne movimento e dal panorama color della torba e dei campi di erba medica, Caitleen lotta ansiosamente per vivere i suoi quattordici anni. Con una madre in costante agitazione per un eventuale ritorno molesto del marito ubriaco, con le carinerie tenere e cafone del lavorante sdentato Hickey, con le angherie continue della migliore amica/peggiore nemica Baba, con i sogni di un futuro diverso accanto ad un marito perfetto. Abituata a vivere sotto l’insopportabile pressione del padre alcolizzato e delle ristrettezze economiche, si accosta al mondo che la circonda a piccoli passi e a testa bassa, educatamente, senza chiedere di più di quanto ormai non creda di meritarsi. Dove vive lei il tempo è scandito dal ritmo delle mungiture e dall’arrivo del bestiame dalle montagne, gli uomini si ritrovano negli hotel per bere a fine giornata, le pettegole condividono segreti su chiunque e chi se lo può permettere si vizia mangiando una fetta di pan di Spagna farcito a fine pasto. L’unica oasi di pace sembra essere rappresentata dalla vettura elegante di quell’uomo giunto dal continente, dai modi raffinati, che al solo pensarci le fa battere il cuore: Mr. Gentleman. Un inaspettato evento tragico e una borsa di studio renderanno Catilin consapevole della nuova vita che la porterà dopo alterne e tragicomiche vicende a respirare aria nuova nella capitale, Dublino, dove forse è destinata a conoscere finalmente e senza incertezze le mille pieghe e i mille strati – sottoveste inclusa - che compongono l’età adulta… 
C’è chi lo chiamerebbe un bildungsroman, un romanzo di formazione, e in effetti Ragazze di campagna di Edna O’Brien - primo capitolo di una trilogia di grande successo - ne presenta tutte le caratteristiche. In realtà è in tutto e per tutto un racconto personale, intimo e a voce sola, o meglio solitaria, di una ragazza nata, cresciuta e allevata in campagna. Si ha infatti l’impressione che in questa bellissima – e magnificamente descritta – parte d’Irlanda, gli esseri umani seguano esattamente i lenti passaggi previsti per la crescita di un animale di fattoria. L’uomo si trascina da una stalla ad un pub con la stessa naturalezza con cui un bue passa dal fienile all’abbeveratoio. E bisogna ammettere che questo elemento, la sana e corroborante vicinanza alla terra, è tra i mille aspetti che affascinano di questo libro, capace di assorbire il lettore con una narrazione fluida e piacevolmente scorrevole, dotata della spontaneità tipica del popolo irlandese. Immerso nelle stesse atmosfere care a Frank McCourt, anch’egli con le radici nelle terre che circondano Limerick, senza però la malinconica cupezza a volte presente nei romanzi dello scrittore americano, Ragazze di campagna è un resoconto coraggioso di un’esistenza per niente banale. E di coraggio Edna O’Brien ne ha avuto all’epoca della sua pubblicazione, nel 1960: ritenuto inverecondo per la sua descrizione delle pulsioni femminili in un’Irlanda stretta dall’ottuso moralismo cattolico, il libro venne pubblicamente bruciato sui pulpiti di alcune chiese! Ne esiste una versione cinematografica del 1984, con Sam Neill nei panni di Mr. Gentleman.                     

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