Ragazzo di Manhattan

Ragazzo di Manhattan

New York, anni Venti. Toby MacLean è corrispondente sportivo del “New York Star”. È ben vestito, sbarbato e ha un aspetto distinto, è nato il 4 luglio, non ha genitori. Nelle tasche dei pantaloni ha sempre degli autografi lasciati sui tovaglioli dei bar. Ogni giorno sta per scrivere il grande romanzo americano. Ma forse comincerà il giorno dopo, o quello dopo ancora, o alla fine del campionato, o quello ancora dopo. Anna Vaughn scrive di cinema sul “Chronicle Press”. Naso piccolo e dritto, mento appuntito ma dolce, ciglia perfette e scure, il viso pallido. Determinata e indipendente. La loro storia d’amore comincia la notte della vittoria di Tunney contro Dempsey. Quella sera di pioggia si conoscono, vanno a cena insieme, lui le dice subito che l’ama, lei ribatte che la conosce da appena due ore. Si sposano in fretta. Troppo…

Uscito per la prima volta nel 1930 negli Stati Uniti, Ragazzo di Manhattan è il romanzo più noto di Katharine Brush e in quell’anno fu subito un bestseller, seguito da un convenzionale adattamento cinematografico con Claudette Colbert e Ginger Rogers nel medesimo anno. Ebbero la stessa sorte gran parte dei romanzi successivi dell’autrice, ma meno successo. Come la sua vita, Brush aveva avuto una carriera breve ma intensa, grazie alla sua istintiva capacità di riuscire a fotografare perfettamente lo sfavillante mondo culturale newyorchese a cavallo fra le due guerre mondiali. Questo romanzo è una meravigliosa riscoperta, ricco di una freschezza palpabile ancora oggi. Un rapporto di coppia doloroso e struggente lacerato dalla sconfitta e dal successo, dalla perdita e dalla speranza. Forte di una perfetta pulizia narrativa, che non fa uso di una sola parola superflua.



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