Ragionevoli dubbi

Ragionevoli dubbi
Per l’avvocato Guido Guerrieri si prospettano giorni difficili. Mentre deve accettare la scelta di Margherita, sua compagna, di sacrificare l’amore alla carriera, viene contattato da Natsu Kawabata, donna affascinante e bellissima, per la difesa del marito Fabio Paolicelli, dopo che quest’ultimo - detenuto in carcere e condannato in primo grado per traffico di stupefacenti - aveva ricusato un collega dalla dubbia professionalità. Guerrieri avrebbe immaginato di tutto fuorché trovarsi di fronte all’uomo che aveva conosciuto in gioventù, a lui noto con il soprannome di Fabio 'Rayban'. Un picchiatore fascista di cui conserva ancora vivi nella mente e nel morale i lividi delle percosse ed il furto di un eskimo. Dapprima deciso a fare pagare all’uomo tutto il rancore maturato negli anni, Guerrieri si persuade infine che Paolicelli, nonostante gli innumerevoli dubbi che spuntano ad ogni angolo e l’iniziale ammissione di colpa, possa davvero essere stato vittima di un complotto ben architettato per traghettare dal Montenegro 40 kg di droga. Le indagini porteranno Guerrieri su piste pericolose e sogni irrealizzabili…
Ancora una volta, Gianrico Carofiglio non delude. Una storia avvincente, dall’intreccio intrigante, che acquista spessore per le inchieste investigative e giudiziarie proiettando nel vivo dei processi e procedimenti penali. Sarà deformazione professionale, ma Carofiglio arriva a descrivere, in ogni minima trasposizione etica e morale, le regole, i molti “ragionevoli dubbi” che accompagnano ogni indagine, le tante incertezze che assalgono e arrovellano rei, reati e difensori. È l’eterna lotta che in ogni epoca spacca in due il mondo fra buoni (nel caso gens di sinistra) e cattivi (i fascisti degli anni ’70). Nessun caso è estraneo ad implicazioni emotive e Carofiglio è abile anche nel descrivere i tormenti interiori del giovane avvocato, in bilico tra odi reconditi arroccatosi in ogni piega della pelle che si risvegliano ogni volta che guarda negli occhi il suo cliente e il forte senso etico. Etica che viene messa a dura prova dalla crisi di coscienza per l’innamoramento della donna del suo assistito, regalando al romanzo pseudo-giallo quel pizzico di eros e passione che non guasta. Un eroe dei tempi moderni? Certo che no, ma Guerrieri resta uno strenuo difensore (forse uno dei pochi) della giustizia e della verità, superiore ad ogni ideologia, pregiudizio politico e rivalsa personale.

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