Rainbow per Rimbaud

Rainbow per Rimbaud
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Robert ha trentasei anni e da che ha memoria ha sempre dormito nell’armadio di camera sua: è alto due metri e dieci e ogni notte scivola dentro il suo rifugio, sulla cui anta ha inciso la parola “battello”. La sua ossessione è Arthur Rimbaud, non esce di casa senza una sua raccolta di poesie in tasca e ogni mattina va a portare dei fiori sulla tomba dove è seppellito. La sua fissazione esplode nel momento in cui il padre distrugge il suo amato armadio: Robert decide allora di partire per il sud, sulle tracce dei viaggi compiuti dal suo eroe. Nel frattempo a Parigi Isabelle lavora come telefonista e nasconde sul terrazzo un prezioso biancospino, vietato da coltivare in tutta la città perché la sua fioritura portata dal vento potrebbe avvelenare con una malattia letale tutte le altre piante. Poi Robert telefono al servizio informazioni e Isabelle ne rimane così colpita che va alla stazione a conoscerlo e decide di mollare tutto e andarsene con lui, in direzione Egitto. Inizia così per loro una peregrinazione da Dakar a Gorée, da Capo Verde a Tarrafal: un percorso scandito dall’incontro con personaggi memorabili, un tragitto che li porterà nelle profondità delle loro manie. Robert si tatuerà il corpo con i versi del suo amato poeta, Isabelle si fonderà idealmente con il suo biancospino, fino a diventare un fiore lei stessa…
Jean Teulè, già fumettista molto noto, esordisce con un romanzo originale, difficile da descrivere e incanalare in un genere: un’avventura onirica e poetica, che se inizia come un omaggio a Arthur Rimbaud diventa subito qualcosa di diverso. Esperimento in parte letterario in parte sociologico, questo breve libro regala al mondo reale una grande iniezione di surreale: protagonisti che finalmente si lasciano alle spalle le incombenze della vita quotidiana e seguono solo i loro sogni/incubi, che si lasciano andare totalmente alla parte più folle e profonda del loro essere. Il risultato è una scrittura che cattura con la potenza delle sue immagini: il corpo lattiginoso di Isabelle che galleggia in un mare denso e rosato, o ancora la stazza imponente di Robert coperta di cicatrici e frasi che riposa nel tronco di un gigantesco baobab. I personaggi secondari non sono da meno, dal presentatore televisivo fallito che si accontenta di raccontare i suoi telegiornali di fantasia agli abitanti dell’isola che lo ha accolto, fino alla ragazza che fa l’amore solo con gli stranieri e vuole provare gli uomini di ogni paese, usando il suo corpo per viaggiare nei continenti che probabilmente non vedrà mai.

 

 

 

 
 
 
 
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