Rapimento e riscatto

Rapimento e riscatto

Roma, estate del 1973. Sarchiapone, il più grosso della batteria di Ponte Sisto, ha un’idea per svoltare, per fare il grande passo, farsi un nome e non accontentarsi dei soliti furtarelli. Così una sera, durante la solita partita “a palletta” a piazza Farnese, la comunica ai suoi amici Bavoso, Topo Gigio, Ferce Azzurra, Findus e Dalmata. Circa una settimana prima i genitori del piccolo Mirko Panattoni hanno pagato un riscatto di trecento milioni di lire per liberarlo da un sequestro. Perché, dunque, non provarci? C’è un ragazzo, un certo Paul Getty, che gira per le strade di Roma: è “roscio”, pieno di lentiggini; è un capellone che frequenta gli hippy di piazza Navona ma soprattutto è il nipote dell’uomo più ricco del pianeta, Jean Paul Getty, il fondatore della Getty Oil Company, un vero e proprio Paperon de’ Paperoni. Ovviamente loro non hanno i mezzi per organizzare il sequestro e dovranno accontentarsi delle briciole: ci vogliono soldi, macchine, luoghi sicuri. Ma c’è una soluzione. Bisogna pedinare il ragazzo, scoprire le sue abitudini, fargli una radiografia e successivamente vendere il piattino alle paranze dei calabresi, gli unici, con i sardi, a poter portare avanti un sequestro. Così, la notte del 10 luglio del 1973 il sedicenne John Paul Getty III sparisce. Se inizialmente tutti pensano che sia partito e che tra qualche giorno farà ritorno, una telefonata gela il sangue di sua madre, Gail Harris. È il 17 luglio e una voce gli annuncia che suo figlio è stato rapito e che se vuole riaverlo indietro deve preparare il riscatto. Non basta. Nessuno crede a questa storia. Tutti pensano che Paul abbia organizzato un finto sequestro per spillare soldi al nonno. Ma tutto cambia quando alla redazione del quotidiano “Il Messaggero” arriva una busta. C’è una lettera e una bustina di plastica con all’interno qualcosa di molliccio: l’orecchio di Paul…

Rapimento e riscatto del giornalista, regista e scrittore romano Vito Bruschini è un noir che racconta le vicende di uno dei rapimenti più drammatici della storia italiana, quello di John Paul Getty III. Siamo a Roma, una città in cui si respira l’odore della libertà degli anni Settanta, in cui si vive di arte e i giovani si aggregano attorno alle comuni di stampo hippy. È qui che in una notte di luglio un ragazzo di sedici anni scompare, per poi far ritorno a casa cinque mesi dopo, mutilato, provato, sofferente, ma vivo. Cinque mesi di violenze, paura, minacce, indagini, false piste, lettere strazianti, appelli e un riscatto di un miliardo e settecento milioni di lire. A colpire di questo romanzo è il contrasto che si viene a creare tra Gail Harris, la madre di Paul, disposta a tutto per riportare a casa suo figlio sano e salvo, e Jean Paul Getty, l’uomo più ricco del mondo in quei tempi, restio a pagare il riscatto fino agli ultimi minuti. Una storia tragica che Vito Bruschini racconta con una scrittura incalzante e dal taglio giornalistico: ci sono le lacrime di una madre, il sospetto di una nazione che fino al momento del taglio dell’orecchio credeva in una farsa, l’intervento di un ex operativo della CIA, le indagini della polizia, le prime grandi manovre della ‘Ndrangheta, la paura di un ragazzo di sedici anni che perde la propria libertà e sa che rischia di non fare mai più ritorno a casa. Un fantasma che probabilmente Paul Getty portò sempre con sé: nel 1981, a casa di un ictus provocato dall’assunzione di una miscela a base di metadone, alcol e valium, divenne quasi cieco, disartrico e paralizzato, fino alla morte nel 2011 a soli cinquantaquattro anni. E ancora una volta Bruschini si rivela un ottimo narratore di storie che hanno segnato il nostro paese, dopo La verità sul caso Orlandi e Il romanzo del boss dei boss. Piccola curiosità: in questi giorni è nelle sale Tutto l’oro del mondo, pellicola ispirata al rapimento di Paul Getty, diretta da Ridley Scott e interpretata da Michelle Williams, Mark Wahlberg e Christophe Plummer nei panni del ricco miliardario Jean Paul Getty, il cui ruolo avrebbe dovuto essere interpretato da Kevin Spacey, sostituito in seguito alle accuse di molestie sessuali.



 

 

 

 
 
 
 

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