Re dei re

Re dei re

Il Cairo, gennaio 1887. Le due gemelle Amber e Saffron Benbrook, scampate all’assedio di Khartum, si ritrovano insieme. Una (Saffron) sposata a Ryder Courteney e in attesa del loro primo figlio Leon, l’altra fidanzata con il maggiore Penrod Ballantyne e vicina alle nozze. Tutto sembra procedere a gonfie vele per i due innamorati, se non ci si mettesse in mezzo Lady Agatha, ex amante di lui, perfida e poco disposta a essere abbandonata e messa da parte. Proprio quest’ultima organizza un tranello al Gezira Club, allontanando Penrod che si ritrova a dover rincorrere un ragazzino che gli ruba l’orologio regalatogli da Amber e circuendo la sua splendida fidanzata, raccontandole le prodezze del suo promesso sposo, soprattutto in termini di prestazioni amorose e di chiacchiere a proposito della sorella più grande di Amber, Rebecca, rimasta nell’harem del sultano Osman Atalan, dopo però essere finita a letto con entrambi gli uomini delle sue sorelle. Ma mentre Courteney lo riferisce subito a Saffron, Penrod tiene la cosa per sé e Amber viene a scoprire tutto brutalmente da un’estranea. È così che scappa dal Club, senza aspettare il ritorno del fidanzato che nel frattempo non solo ha recuperato il suo orologio, ma ha scoperto anche l’intrigo messo in atto e confessato dal giovanissimo ladro, pagato per portar lontano lo stesso maggiore in modo da lasciare la fidanzata nelle grinfie di Lady Agatha. Quando Penrod Ballantyne se ne rende conto è ormai troppo tardi e Amber gli comunica di non volerlo vedere mai più e, insieme alla gemella e al cognato, cambia zona dell’Africa e si trasferisce alla scoperta di una vena d'argento nel Tigrè di cui Courteney è proprietario...

Scritto a quattro mani con la moglie Imogen Robertson, il romanzo non è altro che un ulteriore tassello da inserire nella storia delle famiglie Courteney - Ballantyne, ma forse è necessario essere ulteriormente precisi, perché ci troviamo di fronte proprio al sequel del romanzo Il trionfo del sole, che aveva fornito un racconto dettagliato di tutto l’assedio di Karthum e delle vicende delle sorelle Benbrook. Quindi la storia si fa sempre più ricca di particolari e sempre più intrigante, perché non scevra di avventure. Soprattutto i tasselli che si inseriscono non fanno che completare le informazioni che avevamo già, là dove si era lasciato qualcosa in sospeso. Ha una connotazione specifica quindi Il re dei re, che al di là dell’indicare il sovrano d’Abissinia (prima l’imperatore Giovanni, amico di Ryder e Saffron Courteney, quindi Menelik II), finisce per completare un quadro interrotto dove si era interrotto il precedente romanzo del 2005. Ed è estremamente affascinante questo andare avanti e indietro nella linea del tempo, soprattutto perché aiuta i lettori a fissare bene i termini della storia nella memoria, ammesso e concesso che se ne abbia bisogno, perché di certo la saga risulta essere così intrigante da rimanere ben presente in tutti i suoi particolari! Non mancano, anche questa volta, gli aspetti avventurosi, le peripezie, il dover affrontare eventi apparentemente insormontabili, non manca l’amore, perché Penrod non si rassegna all’aver perso Amber, non mancano le cattiverie, lo stesso Ryder Courteney è costretto a scendere a patti pur di sopravvivere, non mancano i colpi di scena e soprattutto i particolari per legare i fili della vicenda tra un passato e un presente già conosciuti dai lettori perché già pubblicati in romanzi di Smith che non perde occasione per lasciarci a bocca aperta, coinvolgendoci in avventure senza fine.



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