Re del porno

Poche settimane prima di morire, John Holmes, il più grande attore porno del mondo, una vera icona della virilità, detta questa autobiografia, che ne ripercorre la vita e la carriera. Un'avventura di povertà, sesso, ricchezza sfrenata, droga, autodistruzione, crimine, stragi, processi, prigione e set hardcore che la sua seconda moglie, anch'essa attrice porno, ha reso pubblica solo dopo molti anni...

Re del porno è un libro importante, nulla da dire. John Holmes è stato una figura leggendaria della cultura popolare (e per un motivo - la grandezza del sapete-voi-cosa - che è il centro stesso di un coacervo di istinti, fobie, desideri, attrazioni, repulsioni, emozioni), e la sua parabola esistenziale, la sua ascesa e caduta, sono talmente paradigmatiche e dense di simboli da trasfigurare nel mito. La gran quantità di aneddoti 'malavitosi' (e soprattutto ovviamente il massacro di Wonderland) al centro dei quali si è trovato Holmes fa sì che questa autobiografia si legga come un hard-boiled, il che tra l'altro non è per nulla in contraddizione col fatto che la quantità relativa di fiction presente nel libro sembra essere tutt'altro che trascurabile. Le memorie di John infatti, raccolte con amorevole cura dalla seconda moglie Laurie Holmes, alias Misty Dawn, all'anagrafe Laurie Rose, sono state tenute in un cassetto per quasi dieci anni, pare in ottemperanza al volere della famiglia di Holmes e in particolare della prima moglie, e presentano una verità palesemente parziale (e in alcuni casi ben poco plausibile), soprattutto per quanto riguarda l'odissea giudiziaria del pornodivo. Ma la voglia di autogiustificarsi non sbiadisce l'impietoso ritratto che Holmes fa della sua tossicodipendenza, della pessima gestione della sua malattia (tenne nascosta la sua sieropositività alle partner di lavoro e non) e della sua vocazione per le bugie, che è la chiave di tutto. La fiction. La vita. Il mito. La realtà. John Holmes si muove nel suo racconto in bilico tra questi due mondi, ora sbilanciandosi verso l'uno, ora rimbalzando verso l'altro, ora mescolandoli in un groviglio inestricabile, ma sempre incarnandoli entrambi: racconta con apparente slancio di verità di aver raccontato una bugia, mente su alcuni fatti, ne omette altri. Molte fonti (tra le quali lo splendido e pluripremiato documentario "Wadd: the life and times of John Holmes" di Cass Paley) tracciano un ritratto di Mister 33,5 cm più sanguigno e a tinte forti: il bizzarro rapporto con Sharon, la prima moglie, che prima convive con la sua carriera di attore hard, (intrapresa fra l'altro col suo vero nome, caso unico nella storia dell'XXX) come se lui facesse l'impiegato delle Poste e non fosse Mr. Superpisello, e poi addirittura tollera che lui porti a vivere con loro una 15enne, Dawn, che John usa come concubina e che qualche tempo più tardi, siccome sul set cominciano a non volerlo più a causa della sua tossicodipendenza cronica, obbliga a prostituirsi con un boss della malavita di Los Angeles (la ragazzina tentò anche la fuga, ma Holmes la convinse a tornare); il fattaccio di Wonderland, al quale Holmes probabilmente partecipò eccome, almeno come complice di un gruppo di gangster che accompagnò da alcuni suoi amici spacciatori (che a loro volta aveva portato nel villone del boss dei tipacci in questione per rubare, triplo gioco et voilà) che finirono massacrati a colpi di martello; l'AIDS beccato in galera (nell'autobiografia lui avanza l'ipotesi che questo sia avvenuto molti anni prima durante le riprese del suo unico film gay, "Private pleasures of John Holmes", ma non ci siamo coi tempi) e via di questo passo. Nonostante le incongruenze, o forse proprio a causa di esse, la lettura di Re del porno è un esercizio salutare e consigliato, una sorta di discesa agli inferi, di favola malsana, di corsa in automobile, una grande avventura americana 'on the bed' che lascia il segno e si beve con avidità in pochissimo tempo. E più che le vanterie aritmeticamente poco plausibili del fu John Holmes, a sfiorare il patetico sono i brani partoriti da Laurie Holmes, in special modo il delirante tentativo di attribuire la malattia dell'ex marito ad un complotto della CIA ordito durante la presidenza Reagan per screditare l'industria dell'hard ed il mieloso epilogo sullo spargimento delle ceneri del Re del porno. Un uomo che una anomalia anatomica ha sempre tenuto (a volte persino contro la sua volontà) lontano dalla normalità, trasformandolo suo malgrado un essere mitico costretto a vivere a buoni buoni 33 centimetri dalla vita.

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