Religion

Un piccolissimo villaggio in Ungheria, 1540. Il dodicenne Mattias sta imparando il mestiere di fabbro del padre. Dorme in cucina, accanto al focolare, e sogna il fuoco e l’acciaio. Si sveglia che non è ancora giorno, emozionato: quella mattina dovrà forgiare un pugnale, il primo della sua vita. Il padre è lontano dal villaggio per lavoro, e al suo ritorno Mattias vuole fargli trovare il pugnale pronto. Si fa il segno della croce ed entra nella fucina. Mentre lavora arriva la sorellina piccola, ancora assonnata: “Posso guardare, Matti?”. Mattias sorride e continua a maneggiare teso e concentrato i suoi attrezzi: il pugnale sta venendo proprio bene. I cani del villaggio abbaiano, forse hanno fiutato una volpe. Mattias chiede alla sorellina di cantargli una canzone. È assorto nel suo lavoro e non si accorge di nulla: la canzone si interrompe di colpo, la bambina crolla a terra col cranio fracassato. Il ragazzo si volta. Nella fucina ha fatto irruzione un guerriero sconosciuto: il villaggio è sotto attacco. Senza riflettere, guidato solo dalla cieca rabbia, il giovane fabbro uccide lo straniero col pugnale appena forgiato e corre verso casa. È in corso però un terribile massacro…
Il sulfureo Tim Willocks, dopo aver scosso dalle fondamenta l’edificio del noir negli anni ‘90, passa al romanzo storico con il primo capitolo di una saga che promette scintille. Protagonista l’indomito Mattias Tannhàuser (nom de guerre ispirato al personaggio della mitologia teutonica), un sassone coperto di tatuaggi e cicatrici che da ragazzino è stato “adottato” da un capitano dei sanguinari Sari Bayrak, la guardia scelta del Sultano, e dopo anni e anni di battaglie tra le fila dei musulmani si è ritirato e gestisce una locanda (“L’Oracolo”) a Messina, che fa da copertura a una fiorente attività di traffico d’armi e spionaggio militare. Ma quando Solimano decide di lanciare l’assalto finale a Malta, roccaforte della Cristianità difesa dai cavalieri Ospitalieri – i monaci guerrieri che osano chiamarsi “la Religione” – Tannhàuser è costretto a rimettersi in gioco un po’ per coraggio, un po’ per amore e un po’ per regolare i conti con il suo nemico, uno spietato inquisitore domenicano. Lo stile di Willocks è estremamente muscolare, il linguaggio è crudo e sesso e violenza sono una presenza costante nella vicenda, come del resto nella vita. Ciò che colpisce maggiormente il lettore e lo fa innamorare però è il mix esplosivo di cinismo e idealismo, di eroismo e delinquenza perfetto per descrivere un’epoca di sangue e terrore ma anche di valore e sacrificio. “Quale guerra non genera nuovi demoni? Chi asciuga le lacrime degli innominati?”. Demoni e innominati, buoni e cattivi, conquistatori e vittime. E la spada di Mattias Tannhàuser, uomo libero.

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