Requiem

Requiem

Il 27 agosto 2010 è un venerdì. A Haugesund, cittadina norvegese che si affaccia sui fiordi, tira vento come sempre. Nella redazione del quotidiano locale “Haugesunds Avis” c’è aria di festa: il giornalista Viljar Ravn Gudmundsson viene celebrato in sala riunioni per il suo ultimo incredibile scoop. Un pezzo, pubblicato in prima pagina, che è riuscito a mettere alla berlina il Ministro dei Trasporti Herman Eliassen e a portarlo alle dimissioni. Uno scandalo nazionale di vaste proporzioni. Il giornalista, in questo modo, guadagna immediatamente fama e prestigio nel suo ambito lavorativo, tanto da ricevere svariate proposte di lavoro da quotidiani di un certo calibro. La sua scelta però è quella di rimanere nell’ambito della cronaca locale, dove si sente più a suo agio. Di ritorno da un fine settimana passato a Londra assieme al figlio Alexander però, Viljar trova in redazione un clima totalmente diverso dalla sua partenza. Il caporedattore Johan Overaas gli dimostra ostilità arrivando a praticare del mobbing nei suoi confronti. Decide comunque di rimanere al suo posto stoicamente, nonostante gli attacchi di panico che diventano sempre più frequenti. Così passano quattro anni quando il 13 ottobre del 2014 una strana email arriva nella casella di Viljar: il testo, firmato Stein Amli e siglato con delle strane lettere poste alla fine, esprime solidarietà nei confronti del giornalista per la sua frustrante condizione e preannuncia l’esecuzione di una donna l’indomani, come punizione di appropriazione indebita aggravata e infedeltà nei confronti del proprio datore di lavoro. Il 14 ottobre si verifica puntualmente l’omicidio di Rita Lothe, una contabile di cinquantasette anni, e quindi il giornalista si ritrova al fianco della giovane agente di polizia Lotte Skeisvoll per capire chi sia l’assassino e per quale motivo abbia deciso di comunicare con lui…

Geir Tangen è un giovane autore norvegese che nella vita fa l’insegnante e il giornalista e vive proprio a Haugesund, come Viljar Ravn Gudmundsson. Dal 2012 cura anche un magazine online che si occupa di crime fiction e ha un ottimo riscontro di pubblico. Requiem è il suo primo romanzo, primo capitolo di una trilogia che sta riscuotendo molto successo, tanto da guadagnarsi la traduzione in quindici paesi differenti. L’opera segue il filone dei thriller scandinavi, i cui esponenti più importanti sono certamente Jo Nesbø e Stieg Larsson. Anche in Requiem possiamo trovare, come da tradizione, paesaggi algidi, personaggi tormentati e con molti segreti, le cui vicende personali contribuiscono al mistero della trama principale. Presente anche un assassino meticoloso, autonominatosi Maestro, che sembra voler controllare ogni sequenza del suo piano dall’inizio alla fine e condurre il suo folle progetto come un vero e proprio direttore d’orchestra. Il killer è difficilmente individuabile fino alla fine del romanzo, dato che l’autore si diverte a sparpagliare falsi indizi tra le pagine, fuorviando così il lettore. Sono molto interessanti le riflessioni in prima persona proprio dell’assassino e le sue motivazioni anche se la scrittura, in questi casi, diventa un po’ troppo pulp, soprattutto nelle macabre descrizioni delle esecuzioni. Il ritmo di Requiem è scorrevole e la tensione rimane sempre alta. Peccato solo per il senso di dejavù con le opere dei maestri del genere. L’autore riprende caratteristiche e rielabora stilemi nei personaggi: ne è un esempio lo stesso Viljar, giornalista caduto in disgrazia, molto simile a Mikael Blomkvist della trilogia Millennium. Anche il torbido passato di Lotte può ricordare le sofferenze del personaggio di Lisbeth Salander sempre di Stieg Larsson.



 

 

 
 
 
 

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