Requiem per tre frammenti

Requiem per tre frammenti

Falconara Marittima, 1983. Nonno Bruno muore e Simone riceve una strana eredità. Il nonno ha lasciato soltanto a lui un diario che potrà raccontargli la storia della famiglia fin dall’inizio del Novecento, eroismi e segreti compresi. Si tratta di un’eredità di grande valore morale e una vera attestazione di fiducia da parte del vecchio, ma il nipote se la dovrà conquistare superando due prove: scovare dove sia nascosto il diario e, prima di leggerlo, compiere un viaggio. Il diario dorme da tempo ben celato in una nicchia di casa ma Simone lo trova facilmente seguendo le indicazioni lasciategli dal nonno. Il viaggio lo condurrà invece fuori città, a Verona, per incontrare Àlacre, nome di battaglia partigiano di Anselmo, vecchio amico di Bruno. Sarà un viaggio non solo nello spazio, ma soprattutto nel tempo e nella storia, quella personale dei nonni Bruno e Ilde, e quella dell’Italia tutta negli anni duri della dittatura fascista, nel tempo crudele della guerra e dell’occupazione nazista, fino alla riscossa e alla Liberazione. Bruno, bello, giovane, socialista impegnato sposa Ilde, ragazza semplice ma non priva di carattere, nei primi anni Venti. Si tratta di un matrimonio appagato e felice, anche se Bruno appare spesso inquieto e pensoso. Ma ne ha motivo: il suo credo antifascista lo impegna in azioni clandestine e pericolose. Ilde osserva, ascolta e annota tutto nel suo diario...

Tre sono i protagonisti (i “frammenti” del titolo) del romanzo: Bruno, Ilde e Anselmo/Àlacre. Bruno è affettuoso e paziente, coraggioso e impegnato, ma anche, e sempre più spesso col passare degli anni, triste, assente e smarrito in pensieri che non rivela. Seguiamo la storia della sua vita, vissuta tra passione politica e affetti familiari, dapprima attraverso il diario di Ilde e poi nel racconto di Anselmo/Àlacre. Sono loro a svelarci il segreto dell’omosessualità di Bruno, scoperta o riemersa in seguito all’incontro con Àlacre, l’amico e compagno degli anni della lotta di Liberazione e del lager. Ilde, dedita alla famiglia, ai riti e alle apparenze del quieto vivere, è una donna del suo tempo oltre che efficace co-narratrice del romanzo, che alterna le pagine del suo diario al racconto di Simone. Anselmo/Àlacre reca in sé tutto il coraggio dei solitari: come antifascista non si nasconde, come comunista combatte per la libertà dell’Italia, come insegnante è scrupoloso, come omosessuale non nega la propria identità, rifiuta l’ipocrisia e non cura le apparenze. Accanto ai tre personaggi le cui vicende e passioni si snodano nel romanzo appare viva, determinante e protagonista tanto quanto loro la storia d’Italia di quegli anni. Troviamo le censure della dittatura, le leggi razziali, la fame e la borsa nera, l’occupazione nazista e il lager. Ampio spazio è dedicato alla risiera di San Sabba, alle porte di Trieste, campo di concentramento italiano spesso dimenticato, nel quale fu rinchiuso un gran numero di persone, per motivi politici o razziali. È proprio durante la detenzione alla risiera che si rivela con forza e prende il nome di amore il sentimento che unisce Bruno e Anselmo, un amore platonico, un amore da lontano, ma così profondo e radicato da durare per tutta la vita e oltre.



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