Resa dei conti

Prima di uscire dalla Centrale ha la brillante idea di portare a casa il computer. Dato che Adriana ha posto l’embargo sulla televisione e lui, in ufficio, non trova neanche il tempo per andare in bagno a fare un goccio d’acqua, coglie l’occasione per fare un po’ di “compiti a casa”. Naturalmente questa sua decisione creerà una rottura nelle sue relazioni con il Dimitrakos, il suo amato dizionario, ma è giusto che riceva anche lui una sorta di embargo temporaneo. Appena mette in moto, il suo cellulare squilla. “Papà, riesci a passare dallo studio?”, gli chiede Caterina. “Qualcosa non va?” “No, no, vorrei solo fare due chiacchiere”. E questa è una cosa che non lo tranquillizza affatto, perché al giorno d’oggi sa perfettamente che dietro un semplice “Vorrei fare due chiacchiere” può celarsi una carezza, una sberla o persino un cazzotto nello stomaco. Sia come sia, cambia rotta e mette la prua della sua Seat verso la Grigoriou Theologou. Fa l’errore di passare dalla Ymittoù e si impantana in una manifestazione elettorale in piazza Aghiou Nikolaou. Si è scordato delle nuove elezioni perché i comizi in centro non sono ancora iniziati, e quindi neanche le mobilitazioni della polizia…

Charitos numero otto. Ovvero un’ulteriore avventura del commissario più amato della Grecia e non solo. Che inizia con una tragedia. Ma non quella che chiunque si aspetta sapendo di stare per leggere un poliziesco (senza delitto che giallo è?). Una ancora peggiore. Inizia il 2014 e dopo dodici anni i PIGS senza la P che sta per Portogallo, ossia Italia, Grecia e Spagna, considerati da molti burocrati nordeuropei ‒ che però non si fanno scrupoli di derogare ai patti di bilancio quando fa loro comodo ‒ come la quintessenza del dolce far nulla, escono dall’euro, come qualche demagogo (parola non a caso greca) di rara stoltezza, nonché assenza di lungimiranza e scollamento dalla realtà di un mondo globale in cui gli stati singoli non possono che essere fagocitati dai mercati più grandi, anche a casa nostra vorrebbe che accadesse. Le conseguenze non si fanno attendere. Ed è un dramma che nemmeno Eschilo, Sofocle ed Euripide messi insieme avrebbero saputo congegnare. A cui si aggiungono tre omicidi, quelli di altrettanti uomini che al tempo del regime dei colonnelli erano studenti del Politecnico e ferventi oppositori: Charitos indaga, in un contesto di giochi di potere torbidi e squallidi. Ironico, brillante, tesissimo, si legge non vedendo l’ora di arrivare alla conclusione.



 

 

 

 
 
 
 

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