Resistere non serve a niente

Resistere non serve a niente
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Tommaso da ragazzino è obeso, con tutto ciò che questa condizione comporta, specie in una borgata romana. Però è bravissimo a scuola, soprattutto in matematica, così quando il padre finisce in galera e, giudiziosamente, accetta la sua sorte senza fare nomi, l’Organizzazione – per ricompensare la sua fedeltà – si prende cura di sua moglie e suo figlio. Per Tommaso sarà la svolta. Prima un radicale dimagrimento, ottenuto attraverso una operazione chirurgica in una clinica svizzera, poi studi prestigiosi in economia trasformeranno il timido e goffo ragazzo in un broker abilissimo, capace di prevedere e interpretare le più complesse fluttuazioni del mercato. Tommaso fonda una società privata, nel giro di pochi anni diventa ricchissimo, coronando il sogno di una vita lussuosa e stabilendo un vero e proprio contratto con la bellissima Gabry, ex modella disposta a tutto per un qualche futuro televisivo. Eppure Tommaso continua a sentire lo scarto fra la sua “vecchia” vita e il successo attuale, avverte il disagio di essere comunque fuori posto, come se il suo grande corpo di ex grasso continuasse a tradirlo, a ricordargli chi è in realtà, da dove viene. Per questo decide di raccontare la sua storia allo scrittore Walter Siti, nella speranza che – attraverso la letteratura – possa emergere la verità della sua vera natura, tutta intera, senza sconti, senza segreti e senza vergogna…

Con il consueto stile mimetico che mescola la biografia dell’autore alla trama romanzesca, Walter Siti continua la sua impietosa immersione nel nostro tempo, scandagliando quel sottobosco socio-antropologico all’interno del quale si muovono, in una sorta di magma quasi indistinto, banchieri, politici e malavitosi ormai in possesso di raffinatissime conoscenze economico finanziare, ottenute frequentando ambienti lussuosi e prestigiose università internazionali. Siti ha la competenza dell’iniziato che ci introduce ai riti sinistri e cupi che governano questa “zona grigia” ma – allo stesso tempo – è capace di mantenere il candore del novizio. In tutti i suoi romanzi ha riservato per se stesso il ruolo di “osservatore partecipante”, inviato sul campo per documentare, con lo strumento della letteratura, il Contagio, probabilmente incurabile, fra bene e male. È proprio grazie a questa (apparente) permeabilità e complicità, che le sue analisi risultano illuminanti, vere e spietate. “Sarò lo strumento retorico attraverso cui passano i fatti per depurarsi e acquistare senso, deformandosi: un pagliaccio al servizio delle cose”. In realtà, più che un pagliaccio, Siti è un “anticorpo”, forse pressoché invisibile al cospetto di cotanto marciume, eppure è là, come una incosciente e coraggiosissima particella di materiale resistente, a navigare nel corpo marcio del mondo e regalandoci il fondato sospetto che tutta la letteratura potrebbe diventare uno dei numerosi anticorpi da iniettare nelle vene di una società in cui “la democrazia ha perso da tempo la sua spinta propulsiva e il futuro appartiene alle oligarchie illuminate che scavalcano i confini e le leggi dei singoli Stati”.



 

 

 
 
 
 

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