Respirazione artificiale

Respirazione artificiale
"C'è una storia? Se una storia c'è, inizia tre anni fa. Nell'aprile 1976, quando viene pubblicato il mio primo libro, lui mi manda una lettera". Emilio Renzi ha appena pubblicato il suo primo romanzo. Legato intimamente ai segreti di famiglia, il libro è l'origine di una fitta corrispondenza tra Emilio e lo zio Marcelo Maggi, un ex avvocato diventato professore di storia nascosto in provincia, dove intende scrivere una scottante inchiesta su Enrique Ossorio, oscura figura legata al dittatore Rosas. Marcelo teme per la propria vita e invita Emilio a raggiungerlo per consegnargli il suo delicato archivio sulla figura di Ossorio. Quando Renzi decide di raggiungerlo non lo trova. Inzia così un'attesa fatta di incontri con personaggi reali o evocati, contemporanei e storici. Un labirinto filosofico-letterario mappa di un tempo oscuro...
Sia chiaro che la parola d'ordine per chi approccia a Respirazione artificiale deve essere "resistere". Resitere alla complessità della narrazione, al disvelamento dei personaggi, ai fallimentari tentativi di ricostruirne un'immediata trama. Come in una partita di scacchi, dove ogni mossa assume valore solo in riferimento agli altri pezzi in gioco, nel romanzo puoi aspettare anche cinque-sei-sette mosse senza capirne il senso, che forse mai arriverà. Eppure sai che c'è. Non è un caso se Tardewski, uno dei personaggi chiave del romanzo, si professa allievo di Wittgenstein. Tutto il libro è un gioco linguistico impregnato di stili e suggestioni, diviso in due tempi tecnicamente distinti ma dipendenti l'uno dall'altro. Ricchissimo di riferimenti filosofico-letterari ma ancorato pur sempre a un filo conduttore coerente e ben celato. Se lo potessimo tradurre in un filmato time-lapse scopriremmo tasselli in divenire che costruiscono un paese, l'Argentina, martoriato dalla dittatura. Scritto tra il 1977 e il 1980, Respirazione artificiale ha un cuore enciclopedico che pulsa umanità. Un pace maker con un congegno elaborato illuminante e salvifico. Solo uno stolto potrà pretendere di capirne il senso adesso e subito. Chi invece saprà percepire nella varietà dei registri una linea guida logica, capirà che si tratta di un patrimonio letterario al quale ritornare, per poi ritornare ancora, e ancora.

 

 

 

 
 
 
 
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