Restiamo animali

Restiamo animali
21 luglio 2001. Un giornalista del quotidiano “Il Resto del Carlino” viene pestato a sangue dalla polizia all’interno della scuola Diaz, sospettato di essere un membro del Black Bloc insieme ad altre novantatré persone. Un’esperienza spaventosa, che in seguito gli evocherà l’immagine di una tonnara, quando i tonni terrorizzati si dibattono in mezzo al sangue fino al momento in cui non vengono arpionati brutalmente dai pescatori. Una scuola-tonnara in cui l’individuo è stato semplicemente annichilito, spogliato del proprio nome, della propria identità, dei propri diritti. Della propria dignità. Quello che succede quotidianamente agli animali, ridotti a mera merce da produrre, far crescere ed eliminare in serie, in un sistema, quello capitalistico, che ha reificato e fagocitato tutti gli esseri viventi non-umani. Ed è proprio così che, sentendosi un tonno e scoprendosi animale, il giornalista, Lorenzo Guadagnucci, capisce che bisogna battersi non solo per i diritti civili ma anche per quelli degli animali; per il loro diritto ad una vita dignitosa e libera, in un’ottica antispecista. E il primo passo è la scelta del veganismo, che non è solo una dieta ma una vera e propria scelta di vita…
Nel marzo 2012 nasceva a Firenze una trasmissione radiofonica che si proclamava animalista, antispecista e vegan, il cui nome, “Restiamo animali”, riprendeva in ottica animalista la frase con cui Vittorio Arrigoni – l’attivista assassinato a Gaza il 15 aprile 2001–  era solito chiudere i propri reportage mandati al quotidiano “Il manifesto”. È da quel progetto, e da una serie di riflessioni dell’autore, il giornalista Lorenzo Guadagnucci, sulla ‘questione animale’, che nasce l’omonimo libro: un viaggio in cui la scelta vegana rappresenta solo il punto di partenza per la costruzione di una società migliore. Un presa di posizione che diventa anche scelta politica e fa della non-violenza e dell’antispecismo il proprio vessillo contro lo sterminio che l’uomo compie nei confronti degli animali. E se Theodor Adorno affermava che “Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali” e Leonardo da Vinci che “verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, e anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto”, ci rendiamo conto che la questione dei diritti degli animali è un problema che da secoli scuote le coscienze. Ma l’analisi di Lorenzo Guadagnucci non si limita alla sola scelta vegana ma abbraccia problemi di natura etica ed espone l’evoluzione del movimento animalista ed antispecista, ponendo l’accento sulle contraddizioni di chi lotta per i diritti civili trascurando il massacro quotidiano che l’uomo perpetra nei confronta degli animali. Il messaggio che ogni uomo dovrebbe affrontare è che l’umanità non è proprietaria della Terra e non ha diritto di vita e di morte sugli altri esseri viventi. Un messaggio sempre presente nelle pagine di Restiamo animali, un saggio che affronta problemi etici e solletica nel lettore una coscienza critica nei confronti del mondo che lo circonda, mai con intenti propagandistici né didattici, ma offrendo spunti di approfondimento personale. Una lettura doverosa per chi vuole tentare di comprendere le ragioni di chi ogni giorno si batte per i nostri fratelli animali e per un mondo certamente migliore.

Leggi l'intervista a Lorenzo Guadagnucci

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