Resurrezione

Resurrezione

Shanidario attraversa i corridoi più bui e nascosti del castello spaziale, attratto da una voce che lo chiama con insistenza. Ed è proprio tra i capitelli frastagliati che scopre il volto del suo amico Guran, il ragazzo che Shanigal, Signore del castello e padre di Shanidario, gli ha vietato di incontrare a causa dell’influenza negativa esercitata su di lui. Le esplorazioni dei due ragazzi attraverso cunicoli e passaggi segreti fanno nascere tante domande. La scoperta di una finestra non schermata che permette loro di osservare lo spazio suscita forti emozioni. Il castello è in subbuglio, l’orbita è cambiata, nei corridoi si gira armati ed è possibile vedere le manovre di abbordaggio per agganciare un castello morto e condurlo verso Cimitero, dove concluderà la sua esistenza. Quando Shanidario ormai adulto si trova a regnare, deve fare i conti col decadimento strutturale a cui va incontro il suo maestoso castello gotico e con il desiderio di scendere sul pianeta Decimo per cercare, attraverso il recupero di vecchie conoscenze perdute, una soluzione che permetta la sopravvivenza dei superstiti. La paura che presto anche loro cesseranno di esistere e finiranno a Cimitero è concreta, ma l’apparizione tra le stelle di un misterioso castello che si avvicina per l’attracco sembra propiziatoria. Shanidario ha accanto l’amico Guran e la compagna Prada, mentre attende di conoscere gli abitanti di Pagoda e spera che possano aiutarli a evitare l’agonia…

Nato a Venezia nel 1933, Renato Pestriniero è autore di romanzi, raccolte di racconti e saggi, esponente di spicco della narrativa fantascientifica italiana. È dal suo Una notte di 21 ore, per esempio, che il regista Mario Bava fu ispirato per il capolavoro Terrore nello spazio. Il suo esordio letterario risale agli anni Cinquanta, quando pubblica con lo pseudonimo Pi Erre sulla rivista “Oltre il Cielo”, tra i suoi scritti Settantacinque Long Tons, pubblicato dopo lunghi anni di riscrittura e limatura del testo. Resurrezione è stato pubblicato a puntate sulla rivista “Cosmo Informatore” della casa editrice Nord, ora l’opera trova la sua dimensione in questa nuova edizione integrale, completata dalla presentazione di Ugo Malaguti e dall’introduzione dell’autore, che racconta come sia nata la “scintilla” per questa storia nel lontano 1985. “Il mio posto non è più su Pagoda o su qualsiasi altro castello per continuare a girare e girare intorno a un pianeta fino alla fine dei miei giorni”, dichiara Savanna all’inizio del racconto. Reagire a uno stato d’inerzia, ristabilire i contatti e ribaltare il destino, sono i temi di questo romanzo ambientato in un futuro che sa di decadenza e occasioni mancate e nel quale la sterilità porta sull’orlo dell’estinzione la razza umana. Pestriniero ricorda all’uomo che l’isolamento non preserva, bensì distrugge. L’idea dei castelli e della loro tecnologia è interessante, nel complesso la storia però è davvero molto penalizzata dal narratore onnisciente, non trasmette al lettore emozioni particolari e il finale è annichilito da un deus ex machina che toglie ai protagonisti ogni possibilità di evolvere attraverso il conflitto.



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