Rewind

Rewind
“Una cifra non esorbitante ma significativa da investire in modo aggressivo”. Talila entra nell’ufficio di Zeno Ferrari, broker veronese quarantenne, con un vestito rosso a pois, una valigetta piena di sterline e una richiesta precisa.  Non le interessano i piani di investimento, non vuole saperne di macroeconomia e finanza, le basta sapere che quei soldi sono nelle mani di Zeno, di cui le hanno raccontato meraviglie. Zeno e la sua equilibratissima vita, prima di incontrare Talila. Sua madre, quando aveva 11 anni, gli aveva detto “Vedi Zeno, se fai bene, poi la vita è dalla tua. Fare bene significa non mettere mai il piede in una cosa più grande di te.” E le “cose più grandi di te”, se hai imparato ad evitarle,  le riconosci subito: Talila Tal era una di queste...
Zeno, Talila, Rocco. Paradiso, purgatorio, inferno. Paradiso è Zeno: il figlio Matteo tra le braccia, “leggero come un sogno buono”.  Zeno sul tapis roulant per la sua dose di endorfine quotidiane. Zeno che ci puoi mettere la mano sul fuoco. Purgatorio è Talila, il suo gruzzolo di soldi da investire, una figlia di 4 anni da crescere da sola, l’abbandono e l’avanzare delle ossessioni.  E quindi l’inferno: Rocco. Lui e quegli abbracci sempre troppo “strizzati” di sua madre,  sangue (del suo sangue) saturo di litio, il padre capocantiere, l’affrancamento dalle sue origini che non arriva mai. L’inferno è sentirsi in diritto di prendersi dalla vita e dagli altri quello che si vuole, lasciando ai sensi di colpa di percorrere rotte che non lo toccheranno mai. Federica De Paolis ci aveva abituato con Lasciami andare, Ti ascolto e Via di qui a romanzi sorretti da dialoghi forti e spazi ben delimitati. Circoscritti. Con Rewind cambia passo, non ci sono “comfort zone”. Ci sono in compenso la ricchezza, la miseria e la discesa nell’inferno delle dipendenze. Rimane intatta la capacità mimetica della sua scrittura, ma a prendersi  la pagina sono i personaggi e le loro storie, a comporre un romanzo denso, fisico, che afferra il lettore e se lo porta via, in un viaggio a ritroso. Rewind procede proprio così: al contrario. A partire dal presente raccontato da Zeno,  i personaggi successivi parlano dal (e del) loro passato: di sette anni in sette anni attraversiamo il presente di Zeno (e Talila), il passato prossimo di Talila (e Rocco), il passato remoto di Rocco (e Anastasia). Come una clessidra, il meccanismo è semplice ma inevitabile: è il passato che ritorna e muove le pagine di questo libro, le azioni dei personaggi.  Così come le nostre: arrivati all’ultima pagina, la tentazione, fortissima, è ricominciare da capo, per chiudere il cerchio. E la clessidra si girerà ancora una volta.

 

 

 

 
 
 
 
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