Rhialto il meraviglioso

Rhialto il meraviglioso

La Terra del XXI Eone è un pianeta morente, illuminato “dai cupi rossi bagliori di un Sole ormai prossimo ad estinguersi”. Nelle lande di Ascolais e Almeria, ad ovest della Terra delle Mura che Crollano, vivono alcuni potenti maghi nelle loro ville di campagna, una volta sfarzose e ora decadenti. Riuniti in una associazione dalle regole antiche, complicate e ferree, passano i giorni a oziare, a studiare incantesimi e a complottare. Tra questi maghi, Rhialto è forse il più vanesio ed elegante, malgrado l’intelligenza acutissima. Attirato da una eterea musica senza suono, un mattino Rhialto si inoltra nel Bosco Mannaro finché non giunge in riva a uno stagno. Nell’acqua, nel riflesso della riva opposta, vede una donna insolitamente pallida e scalza, “con seni piccoli e fianchi snelli, flessuosa e fresca come una fanciulla”. Ma quando alza gli occhi la donna non c’è. Il mago riabbassa lo sguardo, ed ecco la donna riflessa nell’acqua. Rivolge la parola alla dama misteriosa, che risponde solo con un tenue sorriso. Improvvisamente una forza misteriosa scaraventa Rhialto nello stagno. La donna intanto scompare. Furente e fradicio, il mago torna alla sua dimora e si concede un bagno caldo e profumato e un tè alla verbena. Nonostante questo, una febbre violenta lo tiene a letto per tre giorni. Il quarto giorno Rhialto si reca al castello del Mago Ildefonse per raccontare la sua bizzarra esperienza. Scopre che anche a Ildefonse è successo qualcosa del genere, e che anche il potente “collega” sospetta che la donna misteriosa altri non sia che la letale Murthe. Perché quella spaventosa strega è tornata a minacciare il mondo?

Il quarto e ultimo volume della saga della Terra morente, datato 1984, rappresenta una delle punte più alte della prosa di Jack Vance: eleganti descrizioni, stile delizioso, creatività inarrestabile, ironia leggiadra, dialoghi fitti e raffinati al limite della capziosità. I maghi protagonisti, sorta di aristocratici svogliati e decadenti, paiono contemplare oziosamente il crepuscolo di una Terra vecchissima e stanca limitandosi a sorseggiare liquori speziati mentre si esercitano in interminabili duelli verbali su questa o quella minuzia. Non c’è adrenalina, ma solo fosforo in queste storie che profumano di anice e cannella: e un flusso interminabile di trovate geniali che rendono la lettura sommamente divertente, oltre che esteticamente inappuntabile. Il mistero di una antica guerra alle streghe che dal passato torna a tormentare il mondo, un intricatissimo complotto che parte da un’antipatia capricciosa e degenera in una tormentosa caccia attraverso il tempo, il salvataggio di un eroe da leggenda che riportato a casa si rivela molto scomodo e assai poco malleabile: tre storie fascinose e brillanti che sarebbe un vero delitto perdersi.



 

 

 
 
 
 

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