Ricette umorali

Ricette umorali
“Sono arrivata a Roma a diciannove anni da una città di provincia in cui le ore del giorno erano allungabili come la gomma da masticare, in cui i cibi si materializzavano da soli nei piatti e i frigoriferi non conoscevano i cespugli di paglia che passano nei film western”.  Se sei uno studente fuori sede devi imparare presto cosa vuol dire convivere con gli altri e cavartela da solo. Se poi hai cambiato vari appartamenti durante la tua esperienza universitaria, avrai trovato tante cucine come coinquilini e scoperto che ognuno ha la sua peculiarità. Questa è l’esperienza di una studentessa  come tante che ci rende partecipi delle sue riflessioni sulla vita e quant’altro mentre cucina qualcosa di commestibile, gustoso e semplice con quello che c’è nel frigorifero (molte volte vuoto). E possiamo essere sicuri che tra un piatto e l’altro, tra un’indigestione e un gelato, non ci annoieremo di certo...
Siamo circondati da libri di cucina scritti da personaggi più disparati, blog e programmi di televisione dedicati all’argomento, tanto che anche queste “Ricette umorali” potrebbero sembrare semplicemente un ennesimo libro di cucina che vuole sfruttare la gallina dalle uova d’oro, attaccarsi insomma a un filone che ultimamente sta dando buoni frutti. Invece no. Non lasciamoci fuorviare dal titolo: se cerchiamo ricette spiegate passo per passo con tanto di illustrazioni, per fare bella figura con gli ospiti, questo non è il nostro libro. È invece indicatissimo per chi è stanco di prendere la cucina troppo sul serio e vuole leggere un libro ironico e mai scontato, mentre magari impara come fare una granita alla menta o un buon zampone con lenticchie. Isabella Pedicini ti parla di cucina mentre ti parla di tutt’altro, condendo i suoi piatti con questioni esistenziali e aforismi su politica, razzismo, arte, poesia, e chi più ne ha più ne metta. Con un sottile senso dell’umorismo e uno stile di scrittura moderno e scanzonato, questo libro ha il potere di prenderti fin dalla prima pagina, tanto scorrono veloci i capitoli e le ricette. E poi, chi riesce a resistere a degli arancini di riso preparati per “7 persone incantevoli” o alle ricette da mestolo indicate per un umore “incerto, pensieroso, tremulo”?  Un libro inaspettatamente profondo e originale, una piacevole scoperta. 

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