Ricorda il colore della notte

Algeciras, maggio 1941. Il console italiano nella cittadina spagnola, Svevo Giacco-Aliprandi, è all’hotel Reina Cristina ‒ dove si sta svolgendo un evento mondano ‒ con sua moglie Dora. Nel frattempo è in corso un’operazione militare, di cui lui conoscerà l’esito solo dopo la mezzanotte. Nell’attesa tuttavia, Svevo riesce a fare in modo che la sua vita cambi: s’innamora. Una ragazza dai capelli corti, le labbra rosse ed i capelli verdi, che risponde al nome di Yvonne Lavallard, gli chiede un accendino e gli fa perdere la testa. Sono le 23 e 43 minuti. Poco dopo Svevo è con Perseo Persei, responsabile del Servizio informazioni e sicurezza della Regia marina, e discutono dell’operazione: è andata a buon fine, nonostante un uomo non sia tornato. L’italia è riuscita con successo ad attaccare Gibilterra via mare. A Gibilterra infatti ci sono gli inglesi, e l’indomani si trovano a fare i conti con l’attacco italiano: tre navi andate distrutte e molti uomini morti. L’unico indizio rinvenuto è un cadavere con le budella mangiate dai granchi ed il volto tumefatto a causa di una detonazione. Ad osservare il macabro spettacolo sulla spiaggia de La Linea è un agente del SIS – Secret Intelligence Service ‒, Arthur Goodwin. Nella riunione indetta in seguito all’attacco regna il caos più totale: né il colonnelloScargyll né l’ammiraglio Jones si capacitano di come questo sia potuto accadere. L’unico ad avanzare un’ipotesi è proprio Goodwin, secondo il quale l’attacco non è avvenuto via aerea ma via mare, e più precisamente a nuoto. I presenti sono scettici e cercano di ridicolizzare Goodwin, ma questi dal canto suo non demorde, e, a riunione conclusa, comincia a fare ricerche in questa direzione...

L’archivio Mitrokhin – noto anche come dossier Impedian – consiste in una raccolta di documenti e dossier che l’agente del KGB Vasilij Nitkitič Mitrokhin ha collezionato, conservato e, dopo il suo pensionamento, pubblicato (1999, 2000, 2005) per gettare luce sulle operazioni svolte dall’agenzia sovietica. Curatore delle pubblicazioni, avvenute nel Regno Unito – la politica di glasnost (trasparenza) inaugurata da Gorbačev a partire dal 1985 non deve aver troppo rassicurato Mitrokhin ‒, è stato Christoper Andrew, professore di storia a Cambridge. Proprio lo storico ha introdotto Mattia Bagnoli alla carriera di Giulio Pistono, che ha ispirato questo romanzo. Ricorda il colore della notte infatti è tratto da avvenimenti realmente accaduti ed il suo personaggio principale – Svevo Giacco-Aliprandi – si ispira proprio a questo signore. Descritto dal SIS come “il signore delle spie” italiane, ingegnere, ex comandante della marina militare, capo dello spionaggio italiano in Andalusia, Giulio Pistono è riuscito, fino all’armistizio del 1943, a mettere a ferro e fuoco la marina militare inglese a Gibilterra tramite l’utilizzo dei SLC – siluri a lenta corsa –, chiamati anche “maiali”. In Ricorda il colore della notte ne è spiegato l’utilizzo. Ma non solo. Bagnoli – dal 2015 capo della redazione ANSA a Mosca, già autore di Bologna permettendo e Strano ma Londra – ci butta dentro tutti gli ingredienti che servono per ottenere un buon romanzo: un triangolo amoroso, se possibile internazionale, dei continui ribaltamenti di fronte ed un vivace gioco di spie, che non fa mai male. Il risultato è un romanzo originale, vivace e piacevole che ad un preciso contesto storico-sociologico coniuga una buona dose di entertainment.



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