Ricordi di mia madre

Ricordi di mia madre
Una donna che, nell'inverno inoltrato della propria esistenza, assomiglia ad una foglia secca: un fragile corpo arrivato al capolinea, sulle cui spalle si è depositata la polvere di una vita intera. Nonna Nui, madre dello scrittore Inoue Yasushi, viene fotografata e raccontata mentre si accinge ad affrontare l'ultimo pezzo di strada, quella che dagli ottant'anni conduce ad una morte rapida ed imprevista alla soglia delle novanta lune. Rimasta vedova di un medico dell'esercito, nonna Nui inizia un lento peregrinare tra premure e ansie dei figli che si fanno carico di una madre tornata improvvisamente giovane, poi bambina, mentre le orme del tempo fin lì calpestato paiono svanire, e la memoria dell'anziana torna ad essere un foglio bianco, su cui solo poche parole sono state tracciate. Negli ultimi dieci anni, nonna Nui si trasforma, confondendo persone, cambiando umore in modo repentino, ripetendo sempre le stesse parole: destabilizzando, così, chi le sta attorno, chi vive la vecchiaia di riflesso, uno strano oggetto senza istruzioni per l'uso. Basterebbe, però, solo ascoltarla, per capire ciò che Nui pensa davvero: "Parlo sempre di quello che per me è importante. Voi dite che io dimentico, che io dimentico: ma certo, dimentico tutte le cose futili"...
Una storia raccontata in tre tempi, un tema "fuori moda" declinato con tatto e sensibilità. Inoue Yasushi, scrittore giapponese dedito a romanzi d'ambientazione storica, in Ricordi di mia madre apre ai lettori le porte della propria intimità, alzando il sipario sul lungo addio che separa per sempre genitori, figli, nipoti, e sul quel lasso di tempo, la vecchiaia, che lo precede, variabile per lunghezza ed intensità, creatore di crepe familiari e nuovi equilibri. Ricordi di mia madre è un commosso ed elegante ritratto di una figura femminile, un omaggio nostalgico, non sentimentale, a nonna Nui: colei che dopo il decesso del coniuge si avventura nel limbo della terza età sostenuta dai figli, sorpresi ed ansiosi nel ritrovarsi ad accudire chi, per sempre, resterà la"mamma". Con una scrittura asciutta, levigata dal mestiere, Inoue accompagna sulla pagina l'ultimo lustro di vita della madre, osservandone da vicino l'inarrestabile decadimento mentale e l'irresistibile tempra fisica. C'è uno stupore delicato nel ritratto di questa donna a cui lo legano tenaci legami d'amore, perché Inoue descrive con minuzia di particolari la misteriosa trasformazione della genitrice dettata da una fase dell'esistenza più bizzarra di quanto si possa immaginare, senza indagare però nelle sue pieghe oscure, sempre lasciando che la figura di nonna Nui emerga in tutta la sua dignità: anche quando, per la centesima volta, si è ripetuta facendo perdere la pazienza a qualcuno.

 

 

 

 
 
 
 
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