Risorgimento

Risorgimento

Unità culturale dalle illustri radici lontane, allo scoppio della Rivoluzione francese la penisola italiana è ancora un oggetto teorico e astratto frammentato in diverse piccole patrie sovrane. In ognuna di esse i ceti dominanti oppongono tuttora strenua resistenza ai primi vagiti del nuovo fermento unitario che inizia ad animare le menti delle avanguardie culturali di matrice illuminista. In un primo momento è la caduta della monarchia d’oltralpe a incutere apprensione nelle repubbliche aristocratiche e nei sovrani al potere. Poi negli anni successivi le crescenti interferenze e le mire espansionistiche del giovane generale Bonaparte, durante la campagna d’Italia promossa dal Direttorio, introducono una variabile anomala nello spazio della penisola, mutano le carte in tavola e disegnano un nuovo scenario geopolitico. Nell’ambito delle nuove repubbliche sorte sotto il controllo dei Francesi, gli intellettuali italiani che sono più fieri e consapevoli del glorioso passato della nostra penisola ricavano dalla nuova situazione il coraggio e gli strumenti politici idonei ad elaborare il progetto di un processo di unificazione dei vari Stati disseminati lungo il territorio. Tra le varie opzioni messe in campo prevale la forma di una Repubblica indivisibile di cui Melchiorre Gioia è il maggior fautore. Nato dal sogno di una patria culturale e letteraria, il nuovo progetto politico si propaga in seguito anche agli Stati retti da governanti ostili alle nuove repubbliche…

Questo appassionante e documentatissimo saggio storico che Arianna Arisi Rota – docente di Storia dell’Italia contemporanea: l’Ottocento e History of Diplomacy nel Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali presso l’Università di Pavia – dedica al Risorgimento italiano, è uno di quei libri che meritano davvero di uscire dal recinto angusto dei suoi ambiti disciplinari. In esso si riflettono, infatti, la passione di una ricercatrice che sa come coniugare l’istanza divulgativa al rigore scientifico; ma anche il gusto della sfida che riflessioni e ipotesi interpretative complessivamente condivisibili pongono all’attenzione del lettore non solo di genere. Se infatti lo specialista del settore troverà interesse per il registro metodologico con cui l’analisi assume qualità e rilievo culturale, l’opzione di pathos e acume con cui vengono presentate le caratteristiche peculiari del lavoro svolto agganciano ogni lettore dalla prima all’ultima pagina. L’analisi dettagliata delle vicende politiche e sentimentali, così come la ricostruzione delle passioni individuali e collettive di protagonisti di primo e secondo piano storico, vengono condotte dall’autrice con sagace sensibilità critica e con spigliata disinvoltura esplicativa, attraverso un argomentare intenso e suggestivo che libera l’epopea risorgimentale da ogni incrostazione storiografica e le restituisce fascino e rinnovato interesse. Un testo, in definitiva, utile e gratificante la cui lettura ci sentiamo di raccomandare vivamente.



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