Ritratto in seppia

Ritratto in seppia

Aurora desidera conoscere ogni dettaglio in merito alla sua famiglia, per collegare i ricordi frammentari che la tormentano da sempre. L’eccentrica matrona Paulina Del Valle, sua nonna paterna, è protagonista di una storia ricca di coloriti aneddoti, come quello dello sfarzoso letto fatto arrivare da Firenze a San Francisco e i disagi legati all’obesità che l’hanno portata a detestare il proprio corpo e respingere il marito Feliciano. Il trasferimento in America dal Cile si è reso necessario per Paulina per sfuggire alla bigotta famiglia d’origine, capeggiata dall’austero Augustin. Come lei, anche il nipote Severo sfugge all’ingombrante famiglia per approdare nella ricca dimora della scandalosa zia, studia da avvocato e supporta lo scapestrato Matias, rampollo di casa Del Valle. Paulina è solita frequentare una graziosa sala da tè, gestita dalla delicata Eliza Sommers, moglie del medico cinese Tao Chi’en. Ed è leggendaria la bellezza esotica della loro figlia, Lynn, modella ideale e prediletta di qualunque artista della zona. In città foto, poster, cartoline col volto di Lynn campeggiano ovunque. Matias e Severo non possono restare immuni al suo fascino e dato che l’erede Del Valle si diletta di pittura (per quanto la sua dissolutezza, la passione per prostitute, oppio e alcol lo portino a dipingere scenari di morte), organizza una sessione di ritratto a cui la giovane Sommers – la ragazza porta il cognome della madre e non quello cinese del padre per non incorrere in discriminazioni – partecipa come modella. Lo scopo di Matias non è esclusivamente artistico, anzi. Poiché la ragazza ha fama di casta e virtuosa, il suo obiettivo è proprio sedurla e deflorarla. Una sfida per il ricco e viziato figlio di Paulina, che disprezza ogni cosa, incluse le donne...

Nei romanzi dell’affascinante scrittrice e giornalista cilena Isabel Allende (Lima 1942) c’è sempre un amalgama di elementi che rende le sue storie coinvolgenti e difficili da dimenticare. Il suo Ritratto in seppia non tradisce la formula collaudata con successo. Pubblicato nel 2000, è il secondo volume della trilogia iniziata con La figlia della fortuna e conclusa con il celebre La casa degli spiriti (da quest’ultimo è tratto un fortunato film con indimenticabili attori quali Meryl Streep e Antonio Banderas, per citarne giusto due), che vede il proseguire delle vite di alcuni membri della famiglia Del Valle. In tutti i romanzi i personaggi femminili, intrepidi e ribelli, sono protagonisti di avventure e amori appassionati in periodi storici travolti da eventi epocali. Aurora, discendente della famiglia Del Valle non è da meno, nonostante la sua ritrosia, la personalità forte e indipendente con cui affronta la vita le permette di spezzare (come accadde per le due nonne Eliza Sommers e Paulina Del Valle) gli schemi sociali e le convenzioni che legano le donne alla famiglia, ai figli e a una vita limitata e di reclusione. Il romanzo racconta, dal punto di vista di Aurora, una saga familiare, i suoi successi economici, le relazioni affettive, i contrasti, i segreti, ma all’interno di una cornice storica ben precisa che abbraccia il passaggio tra due secoli, dal 1860 al 1910. Lo stile ricorda un lungo memoir, scarsi i dialoghi e la descrizione dei personaggi è legata alle impressioni e ai ricordi della giovane Del Valle. Nella prima parte ha molto spazio la descrizione della città di San Francisco, di Chinatown, dello stile di vita dei ricchi e dei sotterfugi dei poveri e degli emarginati per sopravvivere, il razzismo verso la popolazione cinese, la prostituzione delle bambine asiatiche (la terribile tratta delle sing song girls). Del Cile vengono presentate le ipocrisie sociali, il bigottismo, i contrasti politici e in particolare la mattanza durante la guerra civile scoppiata nel 1891 operata dal presidente José Balmaceda tramite il suo ministro dell’interno, il crudele Joaquín Godoy Cruz, che fece largo uso della tortura sulla popolazione. Ad aiutare Aurora ad affrontare le sue paure e la timidezza sarà l’inaspettato dono di una macchina fotografica con la quale documenterà e svelerà ciò che si cela nei meandri della società civile e nelle stanze private di ogni famiglia, specialmente la sua.



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