Rivendicazione dei diritti della donna

Rivendicazione dei diritti della donna
Nata in Inghilterra nella seconda metà del Settecento, nell’epoca della piena diffusione delle idee del razionalismo illuministico, Mary Wollstonecraft può a buon diritto essere considerata un’antesignana del femminismo e una delle prime fautrici dei diritti delle donne. Riscattatasi da un’infanzia di povertà grazie alla sua determinazione a farsi un’istruzione, che le permise di raggiungere un’indipendenza economica, prese particolarmente a cuore la questione dell’educazione delle fanciulle. Secondo Wollstonecraft le donne del suo tempo venivano incoraggiate ad acquisire unicamente quelle doti che potessero renderle attraenti nei confronti degli uomini, senza sviluppare affatto le capacità dell’intelletto, cosa che, una volta sfiorita la bellezza della gioventù, le rendeva creature inutili alla società, buone solo per prender marito. Nel suo A Vindication of the Rights of Women, ribadisce queste convinzioni, incoraggiando le donne a mettere da parte “frasi tenere, suscettibilità del cuore, delicatezza di sentimenti” e dedicarsi a quei “doveri che nobilitano l’animo umano” , in modo da diventare mogli e cittadine in grado di contribuire attivamente al miglioramento della società…
Lodevole l’iniziativa di Caravan Edizioni di tradurre un testo fondamentale per la letteratura femminista come l’introduzione alla Rivendicazione dei diritti della donna, accompagnato da una prefazione che tratta la vita e l’opera dell’autrice e una postfazione che la inquadra nel periodo storico della Rivoluzione francese. Fu infatti proprio sull’onda delle rivoluzioni borghesi del secolo, che condussero al riconoscimento dei diritti naturali dell’uomo che Wollstonecraft sentì l’urgenza di affermare anche i diritti delle donne, da sempre ai margini della storia. Vale la pena rileggere questo testo (da accompagnare agli altri due libriccini della stessa collana, Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina di Olympe de Gouges e Dichiarazione dei sentimenti di Elizabeth Stanton e Lucretia Mott) che appare assolutamente attuale anche se oggi molte delle “rivendicazioni” di Wollstonecraft, sembrano date per scontate. Eppure ancora oggi le donne vengono ritenute inadeguate a incarichi dirigenziali; ancora oggi molte puntano sulla bellezza come unica arma di affermazione sociale e al matrimonio come unico obiettivo. Può stupire ma, a ben vedere, ben poco è cambiato rispetto a due secoli fa e ricordarlo, ancora una volta, non può far male.

 

 

 

 
 
 
 
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