Roma è una bugia

Roma come ritratto barocco di un crollo, sommo esempio dell’estetica del disastro: così si potrebbe sintetizzare la pensosa passeggiata che il giornalista e critico letterario Filippo La Porta fa per la sua città, inseguendone il mistero, “percorrendone strade e piazze secondo una mappa molto personale” che attinge a ricordi personali, fatti autobiografici ma anche e soprattutto citazioni letterarie riguardanti la Città Eterna. Ricordiamo così Carlo Levi e il suo idraulico attratto “dal teatro della catastrofe” che – chiamato per un guasto di poco conto – allargò le braccia sconfortato ma compiaciuto esclamando: “A dottò, qui bisogna sfascià tutto!”, Giorgio Manganelli e la pioggia romana, “non l’aggraziata, vellutata piova milanese, ma un furore subitaneo e sfacciato, un che di animalesco, di sventato, di rissoso, appunto una pioggia da bulli”, Cesare Pavese e la sua festosa constatazione che “tutta Roma è un’osteria”, Federico Fellini che ammirava l’indifferenza atavica nascosta dietro all’espressione “Ma chi sei? Non sei nessuno” o Gabriel García Márquez che tentava di ingraziarsi le giovani prostitute di Villa Borghese con un gelato o un cioccolatino…
Provate simpatia per Roma (non tanto per la città in sé, ovviamente, ma per l’immagine che della città è sedimentata nell’immaginario collettivo), per “la sua svogliata, un po’ carognesca tolleranza, per la sua estroversione caciarona”? O, al contrario, vi irrita “la saggezza menefreghista dei suoi abitanti, presuntuosamente convinti di aver visto tutto” (ma anche - a onor del vero - capaci di una tenera scoperta bambinesca della realtà tradita dallo stupor mundi che si vede in trasparenza nei loro “Anvedi!”)? O addirittura in voi alberga un tale disprezzo per quella bizzarra categoria dello spirito che qualcuno definisce “romanità”, al punto che come Jep Gambardella, l’ineffabile protagonista de La grande bellezza di Paolo Sorrentino, siete convinti che “I migliori abitanti di Roma siano i turisti”? In ogni caso leggerete con piacere questo arguto Roma è una bugia. Ma non cambierete idea.

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