Roma città morta

Luca “Willy” Marengo e Giacomo “Keison” Bevilacqua - rispettivamente scrittore e fumettista - vengono invitati a tornare a Roma abbandonando la campagna dove si sono rifugiati con i familiari (quelli che restano, almeno) tempo addietro, quando l’epidemia è scoppiata. La loro missione: documentare come la città ha reagito all’apocalisse zombie e come si è riorganizzata per ritrovare l’antica grandezza in un’Italia (in un mondo?) precipitata in un nuovo medioevo. Il loro viaggio inizia da Porta Pia, trasformata in una barricata impenetrabile. Qua incontrano David, un guerriero sfuggente ed enigmatico sotto l’apparenza gioviale, che farà loro da guida. Nell’ex ambasciata britannica ha sede “la Breccia”, il più attrezzato degli avamposti a ridosso delle antiche mura cittadine. Tutti girano armati fino ai denti; ci sono una mensa, assistenza medica, docce. Qui le squadre di ricerca si rifocillano, addestrano, preparano al loro duro lavoro di rastrellamento zombie…

Non sono poche le cose che funzionano di Roma città morta, originale ibrido tra graphic novel alla moda, horror ultragore e favola post-apocalittica che allude al presente raccontando un futuro da incubo. L’approccio scanzonato à la Zerocalcare, il legame con il territorio e la romanità, il realismo, la potenza evocativa della figura a metà tra Uomo Mascherato di Lee Falk e V per Vendetta di Er Tinèa sono davvero trovate eccellenti. Purtroppo però si tratta spesso di visioni fugaci di ciò che sarebbe potuto essere, spunti non approfonditi, idee da sfruttare meglio. È come se il libro fosse un bellissimo storyboard ibrido per un’opera ancora da scrivere, capace tra l’altro di indurre nel lettore un desiderio sbavante che tale opera venga scritta prima possibile. Urge quindi una saga, un sequel, qualcosa, presto! Un appunto: nella presentazione Marengo (il personaggio, ma anche lo sceneggiatore) sottolinea che “il cinema non ha fatto altro che raccontarci stronzate, almeno per quanto riguarda gli zombie. Nulla di quello che avete visto nei film sui morti viventi è lontanamente simile alla realtà”. Ma di questa diversità nelle pagine seguenti non c’è traccia: gli zombie che infestano Roma sono esattamente i soliti zombie vecchio stile lenti e impacciati che fanno esattamente le solite cose viste tante volte al cinema. È forse l’unico vero neo di un prodotto editoriale davvero godibile.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER