Roma - Guida non conformista alla città

Roma - Guida non conformista alla città
Le bancarelle di libri puzzolenti di piscio di piazza Esedra, il cannone del Gianicolo, le prostitute anziane delle Terme di Caracalla, la strana toponomastica dei lungotevere ignorata da quasi tutti i romani, il gattile di Largo Argentina, il liceo Visconti e la razza padrona teenager ivi allevata, i negozi di arredi liturgici superkitsch, la chiesa del Volto Santo di Gesù alla Magliana, il mercatino di rifiuti spontaneo degli zingari a San Giovanni, i magazzini MAS a piazza Vittorio, Monte Caprino e i suoi gay in cerca di emozioni forti, lo stabilimento balneare Kursaal di Ostia: esiste una Roma che i turisti non sospettano e i romani conoscono benissimo (almeno una buona parte di loro), una Roma solo sfiorata inconsapevolmente dai percorsi turistici ma non meno interessante da visitare, da conoscere. Questa guida ne percorre i luoghi uno ad uno, raccontando storie, personaggi, ricordi...
Anche io, come Fulvio Abbate, amo condurre amici e parenti in visita nella mia città lungo itinerari ben diversi da quelli canonici, incurante delle loro indecorose fantasie di vie Veneto notturne o - peggio - delle loro turpi smanie di Angelus papali. Lo faccio per me, sia chiaro. Non ho infatti alcuna intenzione di rinunciare al piacere di godermi l'espressione di sorpresa che avvampa sui visi dei miei ospiti quando in fondo a via Marmorata si trovano all'improvviso ai piedi di una enorme, inattesa piramide o quella di smarrimento mentre si calano di notte in un ossario di epoca romana situato nel bel mezzo del supermarket/drugstore un po' lercio di via Portuense con in sottofondo l'ennesimo imitatore di Renato Zero (questa non si batte, Fulvio!). E del laghetto sotterraneo nascosto nelle viscere dell'Ospedale Forlanini ne vogliamo parlare? Figurarsi quindi con quale sollievo ho accolto la pubblicazione di questa 'guida' che - lontano dai sentieri battuti, lontano dai luoghi comuni ma al tempo stesso battendo sentieri assolutamente quotidiani ed esplorando luoghi comunissimi (in senso letterale) - tra estasi e sarcasmo, schifo e desiderio, racconta la storia d'amore di un non romano con una città unica al mondo. O almeno così si dice.

Leggi l'intervista a Fulvio Abbate


 

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