Roma per sempre

Roma per sempre
Partite interminabili in calzoncini corti. Quartieri imborghesiti e  divenuti anonimi, senza anima. Strade con storie di vissuto, il vissuto nelle strade. La Storia che ti osserva, tu che osservi microstorie quotidiane. Vivere Roma è questo ed altro. Ed essere romani DOC secondo Marco Proietti Mancini è amare Roma in maniera totale. Nelle sue mille contraddizioni, nelle sue esagerazioni o false modestie. Amarla in maniera complete, proprio come se fosse una parte di te. Anche se Roma è di tanti, di tutti e non si darà mai per intero solo a una persona. Un amore di quelli eterni e senza speranza, che vivono e perdurano anche se non si è ricambiati. Perché è un sentimento figlio di una malattia, la romanità. Che comporta essere figli di una città a prescindere da quello che succede, dalla amministrazioni che si succedono, dai successi calcistici, da tutto. Roma caput mundi, Roma ladrona, Roma che vince e che perde. Volenti e nolenti Roma è la capitale da secoli, anche se forse poco capitalizzata, molto italiana, ministeriale, sonnolenta. Più romanità che storia, più Marco Proietti Mancini che vox populi. Ma questo non è un difetto e neanche un pregio. Trentuno notazioni ora viscerali, ora malinconiche, ora semplicemente evocative. Come se fossero pensieri per la sera, oppure messaggi lanciati in bottiglia nel mare delle pubblicazioni editoriali dedicate a Roma o che di Roma fanno una ragione per vivere…
Iniziativa interessante e per così dire inconsueta. Una piccola e vivace casa editrice che lancia in libreria la romanità di un autore non proprio sconosciuto, ma che comunque è appena al secondo libro anche se con il primo - peraltro pubblicato da un piccolo editore - si è fatto largamente apprezzare nei canali “alternativi” della produzione letteraria. Roma per sempre è dunque un esperimento narrativo originale e per certi versi ambizioso, in cui non c'è la cronaca arida già inquinata dal tam tam massmediatico e nemmeno una storia classica, ma solo frammenti che vanno a comporre il puzzle esistenziale dell'autore, Marco Proietti Mancini, romano ovviamente, nato nel 1961. Il risultato è apprezzabile. Pur essendo evidente la matrice autoreferenziale, autobiografica, la prosa lavorata, gli spaccati ora tronfi ora nostalgici ora goderecci ora appassiti da un velo di tristezza, regalano pagine vive. In un'epoca nella quale spesso si hanno volumi acritici, amorfi, privi di vita, in Roma per sempre si respira vita e l'amore per una città, anche oggi, quando internet e la globalizzazione promettono e regalano più condivisione ma anche maggiore sradicamento dalle proprie origini.

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