Romani per sempre

1986. Uno studente universitario solitario e amareggiato passa le giornate lontano dai gusti e dalle tendenze della massa, in compagnia di un gruppo di amici che condividono le sue stesse passioni: Tolkien, il MSI-DN, i Joy Division, Julius Evola, Vasco Rossi, le serate al pub. Quando incontra Francesca la sua esistenza però è travolta dall’amore: tutto sembra andare alla grande, ma una coinquilina della ragazza si insinua tra loro come il serpente nel giardino dell’Eden… In sella a una bicicletta Legnano rossa e nera battezzata Gabriella Antolini in onore della celebre militante anarchica, una ragazza gira per le piccole botteghe del suo quartiere. Un pomeriggio trova la saracinesca del macellaio Ferdinando abbassata, con attaccato un foglio di carta scritto con la penna biro: la crisi l’ha costretto a chiudere. La ragazza è molto preoccupata per le sorti di una piccola pizzeria al taglio gestita da un’anziana coppia… Gaio Cesare Augusto Germanico detto Caligola riflette sulla sua vita e sul suo modo di reggere l’impero di Roma: chi gli sta intorno non lo capisce, crede che sia pazzo. Ma è solo lo squallido rifugio di menti limitate, di chi non sa comprendere che lui è semplicemente un genio. Per stanotte ha concepito l’ennesima beffa: reciterà al fianco della peggiore feccia in circolazione, vestito come una baldracca e tutti saranno comunque costretti ad applaudirlo spellandosi le mani per paura di contrariarlo. Si dice che uomini armati assoldati da Cherea tenteranno di ucciderlo alla fine dello spettacolo, ma a lui non importa. Un genio non ha tempo da perdere con inezie come la morte…

Questi sono solo tre dei diciassette frammenti che compongono Romani per sempre, un’antologia curata da Marco Proietti Mancini che raccoglie non solo racconti, ma anche riflessioni e ricordi legati alla romanità. La Città Eterna qui non è solo pietra, fiume, piazze, palazzi, monumenti, storia con la S maiuscola: è anche botteghe artigiane, borgate, sfasciacarrozze, traffico, ricordi d’infanzia o di giovinezza. C’è persino chi – come Marzia Musneci e Paolo Restuccia – usa Roma come un pretesto per giocare con il tempo e la magia o per affrontare con poche pagine tese come una corda di violino il tema delle molestie da parte dei preti. Operazioni editoriali del genere sono per loro natura condannate all’eterogeneità e Romani per sempre non fa eccezione: il lettore troverà contributi un po’ troppo “leggerini” letterariamente accanto a veri gioiellini. Del resto anche Roma è così, diversa ad ogni angolo di strada, i palazzoni e i vicoletti, il degrado e la grande bellezza. A me personalmente sono piaciuti molto il neorealismo coatto di Valerio Valentini, il noir “ceramiano” di Sam Stoner e il tenero apologo sociale sugli amori adolescenziali del curatore Proietti Mancini. Belli anche gli acquerelli di Martina Donati che fanno da contrappunto ai racconti.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER