Romanzo rosa

Romanzo rosa
Lunedì 24 ottobre. Un gruppetto di aspiranti scrittori sta per essere iniziato ai segreti del romance. Ognuno di loro ha deciso di frequentare il laboratorio “Come scrivere un romanzo rosa in una settimana”, promosso dal Circolo dei Lettori di Torino, perché sogna di diventare la futura stella del genere Melody. Cosa ci può essere, infatti, di più facile del fare carriera come scrittore di libri d'amore sdolcinati e strappalacrime nei quali lui e lei finiscono sempre per vivere felici e contenti? Dall'alto della sua esperienza e della sua eleganza la regina indiscussa del Melody, Leonora Forneris,  sta svelare ai suoi adepti gli ingredienti segreti. Ma per prima cosa è importante precisare una cosa: per scrivere un romanzo rosa in una settimana occorrono otto giorni. È così che ha inizio per i quindici partecipanti una vera e propria avventura. Tra loro ci sono Giovanna, mamma di Biella, Paola, l'avvocato con il giubbotto da aviatore, Carlo, il marito perfetto, Vittorio, Emanuela e Nicola. Ma soprattutto Olimpia, bibliotecaria zitella con due gatti a carico, pronta a seguire diligentemente tutte le istruzioni della Forneris. Chi meglio di lei può essere in grado di stupire l'insegnante con un Melody brillante e avvincente? Ma come lei, anche gli altri aspiranti scrittori hanno intenzione di conquistare la Forneris e aggiudicarsi il premio finale...
Romanzo rosa segna il ritorno esilarante di Stefania Bertola, una delle scrittrici italiane più apprezzate dal pubblico femminile. Il motivo del suo successo? Semplice: nell'era delle fiction, delle soap e dei romanzi Harmony, la Bertola riesce a creare ogni volta un piccolo capolavoro d'ironia e ilarità, sentimento ed umorismo. Le sue protagoniste sono quasi sempre donne comuni, magari non eccessivamente attraenti o con qualche annetto e chiletto in più, che cercano di barcamenarsi tra famiglia, lavoro, carriera e amore. Chi legge i suoi romanzi non può fare a meno di ritrovarsi, il più delle volte, di fronte ad una sorta di pantomima della vita e della nostra società, nella quale difetti, vizi e paure vengono volutamente enfatizzati, amplificati e messi alla berlina. Come nel caso di Leonora Forneris, una donna altera e distante che ha fatto la sua fortuna giocando sulla finzione e sfruttando la credulità e la stupidità delle sue lettrici. O come Olimpia, troppo tirchia per condividere qualsiasi cosa – compresa la sua vita – con gli altri. Rispetto ai romanzi precedenti della Bertola forse questo può risultare, almeno all'inizio, un po' meno coinvolgente. Il lettore, infatti, si ritrova a passare da una finzione narrativa – quella della Bertola – all'altra – quella di Olimpia – entrambe così assurde da non risultare credibili. Le protagoniste, inoltre, hanno i tratti tipici del personaggi antagonisti: sono antipatiche, capricciose e a volte anche stupide. E così, man mano che i due romanzi paralleli prendono forma, il lettore si trasforma da semplice spettatore a pubblico sbeffeggiato fino a giudice severo e inclemente. Ma nel complesso, quell'ironia pungente e denigrante di cui l'autrice infarcisce il libro riesce a far sorridere e divertire.

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