Rosemary’s baby

Rosemary’s baby
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Rosemary e Guy Woodhouse sono giovani, belli e innamorati. Hanno tutte le carte in regola per condurre un’esistenza felice: lei è una ragazza dolce e premurosa, lui un attore che pian piano sta iniziando ad avere successo. Per suggellare questa unione idilliaca mancavano solamente un nido d’amore e un figlio. Al nido d’amore ci ha pensato Guy, avendo comprato un delizioso appartamento a Bramford; mentre al bambino… beh, sarà il caso che ci si dia da fare quanto prima. Il prezzo vantaggioso dell’immobile, secondo alcune malelingue ribassato per colpa di alcuni fatti di sangue che vi si sono verificati nel corso degli anni, ha immediatamente convinto i due novelli sposi che, come caldo benvenuto, si sono trovati un’anziana coppia alla porta, i coniugi Castavet. Le prime giornate nella nuova casa trascorrono allo stesso tempo frenetiche e spensierate, con Rosemary alle prese con arredamento e traslochi e Guy intento a studiare per un nuovo, finalmente importante, ruolo. Infine ad allietare le serate dei Woodhouse ci pensano i Castavet, tipi eccentrici ma senza dubbio affettuosi e di buon cuore…

Difficile incanalare in un solo genere questo famoso romanzo di Ira Levin, finalmente tornato in libreria dopo diversi anni di immeritato “fuori catalogo”. Senz’altro lo si può ascrivere, più per brevità di incasellamento che per reale aderenza, al genere horror, vista la marcata componente esoterica e satanica che pervade le pagine di questo autentico gioiello di tensione: ma allo stesso tempo è anche una sorta di black-comedy e un riuscito esempio di thriller psicologico. Al di là delle categorizzazioni però, ciò che soprattutto rimane al lettore è il senso di inquietudine montante che in maniera lenta ma implacabile va a tingere di nero una love story apparentemente perfetta, con tanto di gravidanza cercata e voluta. Chi legge non può non immedesimarsi in Rosemary, protagonista sognante e svagata, che si trova suo malgrado a confrontarsi con persone e con forze che mai avrebbe pensato di poter affrontare. E più quel pancione si ingrossa più le attenzioni di chi le sta intorno diventano sospette, per non dire soffocanti. Il dramma metropolitano di Levin, a distanza di quasi cinquant’anni, non smette di affascinare e di inquietare, al pari del bellissimo film di Roman Polanski con Mia Farrow e John Cassavetes. Da riscoprire.

 

 


 

 

 

 

 
 
 
 

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