Rossovermiglio

Toscana, 1928. È strana quanto bella la Torre di San Biagio, quel pinnacolo spuntato improvvisamente dal nulla, che molti chiamano Torre della Vedetta. È ben visibile tornando da Siena o da San Gimignano, quando, scendendo dalle belle e romantiche colline del Chianti, si arriva proprio verso San Biagio. Un posto a dire il vero alquanto triste, nulla a che vedere con la bellezza del paesaggio che lo accoglie. Una strana sistemazione per quel piccolo borgo medievale, vuoto, buio e freddo, contornato da splendide vigne. Sono varie le leggende nate intorno alle sue origini. Qualcuno dice che conobbe gli albori come eremo e chi qui si riunivano le streghe, specialmente in inverno, per celebrare i loro più segreti rituali e sembra che le stesse andassero via intorno a marzo, con l’arrivo del sole e della primavera. Qualcun altro vocifera che le case nate intorno alla chiesa e alla torre, fossero diventate di proprietà di una ricca abbazia del Nord, capace di chiedere ai fittavoli una pigione altissima, tanto da condurli alla fame e farli scappare via. Il borgo quindi venne totalmente abbandonato, fino a quando un discendente dei Chigi se ne impossessò, accorpandolo alle sue proprietà. Nacque così una casa padronale, che includeva anche la torre, alla cui costruzione seguì un violento disboscamento a opera dello stesso Chigi, che attraverso lavori e varie costruzioni, rese quella proprietà tutta sua, ribattezzandola “La Bandita”. Da quell’epoca la tenuta è andata di mani in mani, di famiglia in famiglia ed è qui che Minù si ferma e con lei la sua storia…

Rossovermiglio è il romanzo di Benedetta Cibrario vincitore del Premio Campiello 2008. La protagonista è Minù, una donna di famiglia aristocratica, dal fare apparentemente asettico e altezzoso, che in realtà non sente alcuna affinità con le proprie origini, caratterizzate da valori lontani da quelli in cui la ragazza crede. È ancora giovanissima, quando è costretta a scegliere il suo futuro marito tra un ventaglio di nominativi proposti dai suoi familiari. Non avendo altre possibilità, la ragazza opta per l’uomo che, come lei, è appassionato di cavalli. Non è un matrimonio d’amore, ma di costrizione e si rivela pertanto un terribile fallimento. Nonostante l’epoca austera, la donna lascia suo marito e dalla città di Torino si trasferisce in una casa di campagna in Toscana. Ed ecco riaffiorare in lei le più vive sensazioni, quelle cha ha dovuto per forza di cose reprimere: incontra nuovamente l’uomo del quale si era innamorata anni prima e così la passione si riaccende. La coppia è però diversa da quella di un tempo: lei è cambiata, lui anche e per questo il loro amore conosce fasi alterne, vive gli alti e i bassi dei loro stessi pensieri e delle loro stesse emozioni. Una bella storia quella che anima Rossovermiglio, ambientata in una società flagellata dalla guerra: un conflitto che implica odio, terrore e timore nei confronti dei cambiamenti. Bella la scrittura della Cibrario, che carica di passione e sentimento, narra di quel ventennio della storia italiana, che arriva alle elezioni del 1946, quando anche le donne sono chiamate a esprimere la loro opinione e a scegliere tra Monarchia e Repubblica. Non si può non provare empatia per la protagonista, attraverso la quale si incontrano, si conoscono e si riconoscono tutte le paure dell’epoca. Una donna coraggiosa, che affronta a testa alta le imposizioni della sua aristocrazia, per poi fronteggiarle ancora per poterle cancellare definitivamente dalla sua vita. Minù è capace di andare oltre le credenze dell’ottusa epoca in cui vive, in cui è impensabile un matrimonio basato sui veri sentimenti; è capace di andare contro le regole del tempo, interrompendo un’unione insulsa e priva di ogni forma d’amore. Un romanzo che verte intorno ai ricordi, ai rimpianti, alle prese di coscienza, al risveglio, alla ricerca di riscatto e alle paure di una Italia che affronta i suoi primi reali cambiamenti. La Cibrario ci parla di tutto questo, in maniera schietta e scorrevole e soprattutto attraverso la ribellione di una donna, sottomessa, ribelle, a tratti debole, ma potentemente tenace.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER