Running Dog

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Anni '70. A New York è notte e fa freddo. In una zona periferica di cantieri, capannoni e magazzini viene rinvenuto il cadavere di un travestito ripetutamente accoltelato all'addome. Non è il solito delitto maturato nell'ambiente della prostituzione, però, perché si scopre che il morto è Christoph Ludecke, un ingegnere dei sistemi di origine tedesca che lavora per una struttura paragovernativa dalle mansioni poco chiare denominata CCP/URE. Intanto Moll Robbins, giovane giornalista impegnata che sta preparando un reportage sul mercato del sesso per la rivista d'assalto Running Dog, fa visita a una galleria d'arte erotica. Qui, oltre al proprietario, il garrulo Lightborne, fa la conoscenza del tenebroso Glen Selvy, un uomo dei servizi segreti che fa da compratore di oggetti pornografici per conto di un pezzo grosso di Washington, il senatore Loyd Percival, su tutti i giornali in quel periodo perché sa molte cose su CCP/URE che non vuole rivelare. Costui - vien fuori - è fortemente interessato a un oggetto molto ambito sul quale Lightborne sta forse per mettere le mani: il filmato originale (e in unica copia su pellicola) di un'orgia avvenuta nel bunker sotto la Cancelleria del Reich poche ore prima della caduta di Berlino e della morte di Adolf Hitler. E guarda caso, chi è l'intermediario che afferma di avere il filmato e vuole venderlo? Christoph Ludecke, già...
Dopo l'edizione del 1991 per Tullio Pironti Editore con il titolo Cane che corre, torna in libreria con una traduzione radicalmente diversa questo convulso e complesso noir 'politico' di Don DeLillo: più "I tre giorni del condor" che letteratura postmoderna, in un plot intricato che risente dell'atmosfera post-Watergate che ha governato la scena politica e massmediatica statunitense fino all'avvento di Reagan (il libro è del 1978). Quindi teoria del complotto, paranoia, azioni sotto copertura, servizi deviati, oscuri segreti, per capirci. Ma raccontati alla maniera di DeLillo - sebbene di un DeLillo non ancora nel pieno della maturità stilistica: quindi con classe, anticonformismo, capacità di metabolizzare e sfruttare ogni lezione della cultura pop, un po' di noncurante erotismo e con quella tecnica di scrivere dialoghi così peculiare (e fascinosa) per la quale sembra sempre che i personaggi si interrompano a vicenda - a ritmo serrato - mentre sono impegnati in due monologhi su argomenti quasi mai convergenti. Corri, cane, corri.

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