Sacrificio a Moloch

Sacrificio a Moloch
 Rebecka ha una vita difficile alle spalle, ma sta reagendo. Custodisce due cani, di cui uno refrattario e selvatico, coltiva semplici amicizie,con Krister, uomo forte e innamorato ma sfigurato in volto da un incidente e col vecchio, paterno Sivving, vera mente storica dei fatti del luogo. L'incarico di procuratore in questa sperduta provincia svedese serve anche a raccogliere istanti di intima serenità preclusi altrove. D'altronde poteva tranquillamente fare una remunerata carriera presso lo studio del compagno a Stoccolma, ma aveva bisogno di un angolo dove riposare, di meno stress e confusione. Tuttavia la improvvisa morte violenta ed efferata della solitaria e licenziosa Sol-Britt Uusitalo scuote la piccola comunità. Peraltro la vittima fa parte di una famiglia dalla vita tormentata, con morti inspiegabili, abbandoni compulsivi, amori quantomeno instabili, se non addirittura torbidi. Anche Rebecka del resto vive di contrasti, e uno tra i più feroci è con il suo capo, Von Post. Che subito la dismette dalle indagini, per conflitto di interessi. Il crimine è stato commesso nel luogo dove vive, abitato da poche persone, sarebbe facile contestargli interessi privati in pubblico ufficio. Così è la legge, dura lex sed lex. Ma lei sa che tutto ciò è solo una squallida vendetta di stampo maschile e maschilista, da parte di un personaggio viziato e complessato, in guerra col mondo perché affatto in pace con se stesso. Proprio perché siamo in in terre algide, in cui il gelo regola il calore vitale, molte storie sembrano dipanarsi ed intrecciarsi all'omicidio appena avvenuto. Come quello avvenuto all'inizio del Novecento, che vide vittima la bella e coraggiosa insegnante Elina Pettersson, nell'avamposto minerario di Kiruna e  non a caso, guarda un po', legata a Sol-Britt: ne era infatti la nonna…
Di nuovo la Svezia. Che da quando è scoppiata la mania del noir scandinavo, tracimata con la saga ideata e scritta dal defunto Stieg Larsson, ha rivelato al mondo la sua variegata e oserei dire sterminata orda di giallisti di vario tenore e spessore. Tuttavia, pur avendo classiche riserve personali sui generi iterativi e commerciali, Sacrificio a Moloch è soprattutto un romanzo classico, con una trama che appare ben costruita e ritratti psicologici per niente seriali e meramente funzionali al congegno del pattern, e invece dotati di viva e vivida forza e assolutamente credibili. Certo, in questi casi ci si chiede se i cadaveri e lo scenario poliziesco siano solo espedienti per dare al narrato quella vendibilità sul mercato necessaria a sopravvivere, ma questo è il mondo e discuterne qui sarebbe poco saggio. Una bella storia insomma, con un titolo apparentemente destabilizzante ed apocalittico e fatto di pagine né crudeli né morbose, ma animate da pulsioni, passioni e compassioni. 

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