Sagre magìc

Sagre magìc
La Sicilia è una terra che abbonda di tutto: bellezza, storia, mito, gastronomia; multiculturale per DNA. Barocca, normanna, araba, bianca, nera, mulatta. Attraversata da correnti diverse che la caratterizzano profondamente, sono due le peculiarità che costituiscono l’ossatura centrale delle sue tradizioni popolari: il cibo e la religione. Una commistione sana e antica di sacro e profano intorno alla quale si avvolgono le festività isolane. Talvolta, come nelle sagre, è il cibo a prevalere, talaltra, durante le feste religiose, è il sacro che si srotola per le vie dei paesi. Ma non è detto che l’uno escluda l’altro: molto più spesso di quanto si creda cibo ventre ed anima sono contingenti; consequenziali. Le festività religiose hanno un fascino irresistibile per il viaggiatore e suscitano picchi di devozione altissimi nei fedeli. Una commistione di misticismo ed antichissimi rituali rende le processioni dei Santi patroni ed i festeggiamenti civili ad esse connessi un momento caratteristico di rara bellezza, in cui storia e mito si incontrano rinnovando la leggenda. Come succede ad Agrigento durante la processione di San Calogero, protettore della città: la popolazione si accalca per abbracciare il proprio Santo o lancia dai balconi piccole forme di pane benedetto, simulando il lancio furtivo delle offerte dalle finestre quando la città fu gravemente colpita da una pestilenza e Calogero, allora un semplice monaco, passava a chiedere l’elemosina per i poveri. Lo stesso incrocio avviene a Palermo, durante le celebrazioni in onore di Santa Rosalia, le cui ossa - trovate da un cacciatore negli anfratti di un monte e portate in processione per le vie - liberarono secondo la tradizione la città dalla peste. Quando invece la fede si trasforma in arte a Trapani si celebrano i Misteri pasquali: la passione e la morte di Cristo vengono rappresentate in 20 raffigurazioni artistiche, dette “sacri gruppi”, frutto di un lavoro certosino da parte delle maestranze cittadine. Dove non c’è da pregare, invece, c’è da mangiare ai quattro palmenti perché la Sicilia tracima anche di queste cose: goliardie gastronomiche che vanno dai carciofi ai pistacchi, alle pesche alle fragole; le mitiche cassate, le arancine, i fichi d’india i cannoli, gli “sfincioni” palermitani che fanno la gioia di qualsiasi palato. C’è una sagra per ogni gusto, una festa per ogni Santo: “Io, perciò, per sì e per no, per non sapere né leggere e né scrivere, me lo sono sempre chiesto: come nasce una festa popolare? Forse dalla tremula fiammella dentro ai nostri cuoricini di candidi fedeli oppure dalla vorace necessità di appagare l’incolmabile bucopirtuso nello stomaco di noi stessi, ingordi festaioli. Ineluttabile questione che difficilmente trova un’unica risposta al dilemma: anima o ventre?”…
La domanda di Salvo Piparo, attore palermitano, è legittima e giusta. Sagre magìc può essere d’aiuto a cercare una risposta, tra le tante disponibili. Questo agile e prezioso manualetto di cui chiunque voglia intraprendere un viaggio in Sicilia farebbe bene a procurarsi una copia è la fortunata riproposizione cartacea di tutto ciò che è contenuto nell’altrettanto fortunato portale web www.siciliainfesta.com, che dal 2002 classifica e da visibilità sulla rete all’enorme quantità di eventi folcloristici e culturali che si svolgono in Sicilia durante l’anno. Un’ordinata guida turistica atipica, tutta dedicata alla cura dello stomaco e dello spirito, specializzata in feste popolari, sagre, eventi culturali suddivisi per provincia ed elencati seguendo ordinatamente le cadenze mensili. All’inizio della guida, poi, una comoda legenda dei simboli aiuta il lettore ad intuire cosa potrà trovare nel contesto di ciascun evento (processioni, rappresentazioni, corse di cavalli, spettacoli pirotecnici, degustazioni, concerti, infiorate, falò, fiere espositive, bancarelle, giostre medioevali). Uno strumento irrinunciabile per chi abbia voglia di seguire rotte non convenzionali, per chi decidesse di tuffarsi anima e corpo nella Sicilia più vera, quella delle feste popolari che al cibo ed ai Santi patroni volge il più antico e profondo dei culti.

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