Salute S.p.A.

Salute S.p.A.

Ogni giorno sugli organi di informazione e sui social media divampano polemiche su casi di “malasanità”: i cittadini si indignano, e l’idea che viene trasmessa è che il Servizio Sanitario Nazionale stia precipitando in una spirale irreversibile di decadenza. La soluzione sembra a portata di mano: se il sistema pubblico non funziona, si potenzi quello privato! Tagliare su una voce di spesa importante per il bilancio come quella per la salute è stato uno degli obiettivi (dichiarati esplicitamente o meno) di tutti i governi che si sono avvicendati alla guida del nostro Paese negli ultimi anni, spesso dietro il paravento del canonico refrain “ce lo chiede l’Europa!”. Eppure quella che abbiamo ereditato dai nostri padri con la legge 833 del 1978 - che istituiva il Servizio sanitario nazionale, destinato “alla promozione, al mantenimento e al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione, senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini” - è stata una enorme conquista, a cui stiamo progressivamente rinunciando, senza neppure averne reale consapevolezza: un pezzo del nostro stato sociale, che garantisce a tutti l’accesso ai percorsi di diagnosi e cura, a prescindere dalla capacità economica individuale. Ma chi ha interesse a smantellare questo sistema? Esiste una lobby che trarrebbe beneficio da una privatizzazione massiccia della sanità?

Massimo Quezel, già autore di Assicurazione a delinquere - Confessioni di un insider e fondatore di una delle catene in franchising di agenzie specializzate nel risarcimento danni, e Francesco Carraro, avvocato con alle spalle esperienze giornalistiche, mettono nel mirino le compagnie di assicurazione che da un lato fuggono dal settore della copertura della responsabilità civile sanitaria, poco appetibile a causa di un numero crescente di richieste di risarcimento, dall’altro premono per accaparrarsi una fetta della golosa torta delle polizze integrative che promettono di sopperire alle mancanze di un Servizio sanitario pubblico contraddistinto da lunghe liste d’attesa ed una reputazione in declino. Il testo, pur risentendo della visione particolare di chi si occupa del settore come attore in causa, risulta ben argomentato, approfondito: Salute S.p.A. è una denuncia esplicita e a tutto tondo di quanto è sotto gli occhi di tutti, ovvero la presenza di un disegno strategico volto a ridurre le garanzie del Welfare così come l’abbiamo fino ad ora conosciuto, avendo come bersaglio finale i diritti dei cittadini. Il linguaggio chiaro utilizzato dagli autori anche quando si addentrano nei necessari dettagli legislativi e tecnici rende accessibile il saggio anche a lettori non particolarmente esperti di assicurazioni, e squarcia il velo su scenari futuri inquietanti, in cui sempre più persone saranno costrette a rinunciare alle cure: “quando si parla di malasanità, non si dovrebbe discutere soltanto degli errori della classe medica (che pure ci sono); si dovrebbe parlare anche dei nostri, di errori: quelli di una comunità civile che si è pericolosamente addormentata. Ci siamo persuasi, sbagliando, che nessuno potesse portarci via ciò per cui i nostri avi si erano battuti. In primis, proprio il diritto alla salute”.



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