Sambuco e il segreto di Viale Loreto

Sambuco e il segreto di Viale Loreto
Una volta di fronte al bar c’era un distributore di benzina e l’odore del carburante, mescolandosi a quello dolce degli alberi del viale, attirava nugoli di zanzare (non che siano mai mancate nella bassa pavese, ma vabbè), i vecchi stavano seduti ai tavolini e non c’era ancora tutta la circonvallazione. Ora viceversa la circonvallazione è finita, Michela ha cinquantotto anni e un figlio che dietro al bancone non vuole proprio starci. Lo ama, anche se certe volte lo detesta. Michela è senza marito da vent’anni. Dina, invece, il marito ce l’ha. Si chiama Renato. E pensa che la tradisca…
Sambuco & Dell’Oro. Con la e commerciale in mezzo. Come Dolce & Gabbana. Ma loro non si occupano di moda. Anzi, probabilmente stanno a una passerella come un coguaro al Polo Sud. Sono due investigatori, o presunti tali. Più che altro, sembrano la versione umana di Paperoga e Umperio Bogarto, cambiando quel che dev’essere cambiato. La loro agenzia ha sede in Borgo Ticino a Pavia: uno pensa, congettura, intuisce, l’altro ha la stessa capacità di sedurre di una mattonella in gres porcellanato, ma sono irresistibili. È la loro terza avventura, un bel noir che si butta giù d’un fiato come un bicchiere d’acqua fresca.

 

 

 

 
 
 
 
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