Sanditon

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Inizio estate 1816. Nel tentativo di inerpicarsi su di un pendio, la carrozza del trentacinquenne Mr Parker si rovescia, per fortuna senza gravi conseguenze grazie all’andatura lenta e alla strettezza del vicolo che stava attraversando. Mr Parker e sua moglie sono di Sanditon, sulla costa, e si son messi in viaggio alla ricerca di un medico che possa trasferirsi nella località balneare. Per un equivoco causato dall’omonimia sono finiti a Willigden, nel Sussex, e la caviglia malmessa di lui li obbliga ad un soggiorno obbligato a casa di Mr Heywood che abita vicino al luogo dell’incidente e si è precipitato generosamente a prestare soccorso. I signori Heywood hanno ben quattordici figli e Mr Parker vorrebbe ricambiare la generosità dei loro ospiti ospitandoli a sua volta a Sanditon, della quale continua ad elogiare le bellezze, soprattutto in virtù del suo grandioso progetto di trasformarla in località di villeggiatura particolarmente indicata per coloro che, per ragioni di salute, intendano trarre benefici dal mare. Ma gli Heywood non amano spostarsi e concedono solo alla maggiore delle loro figlie, la ventiduenne Charlotte, di seguire i Parker per fare i bagni e “per ricevere tutti i benefici che Sanditon avrebbe potuto offrire […], e per comprare nuovi parasole, nuovi guanti e nuovi fermagli per sé e per le sorelle alla biblioteca circolante che Mr Parker aveva intenzione di sostenere”. Appena giunta Charlotte viene presentata a tutte le persone più in vista della città, e soprattutto a Lady Denham, la ricca socia di Mr Parker nel progetto della stazione balneare, che – come ripete spesso – non vede l’ora di poter fornire il latte della sua asina ad una ricca ereditiera di salute cagionevole in cerca di benefici al mare; se poi la suddetta volesse anche sposare suo nipote Edward sarebbe la benvenuta. Il giovane, che a Charlotte appare presto presuntuoso e fatuo, la sua altezzosa sorella e la giovane Clara sono i parenti che ambiscono all’eredità di Lady Danham, la quale ha però idee ben chiare in merito. Non meno curiosi sono i fratelli di Mr Parker che Charlotte incontra: Susan, Diana e Arthur sono tre ipocondriaci sempre in cerca di malanni da esibire, ognuno di loro – pensa la ragazza – per motivi suoi. Le presunte infermità non impediscono, tuttavia, a Diana di intromettersi in ogni pettegolezzo che le capita sottomano per favorire gli affari del fratello e cercare potenziali ospiti per Sanditon. A Charlotte manca di conoscere Sidney, il fratello minore, a dire del maggiore intelligente, arguto, mordace, mondano, sempre in giro e assolutamente non intenzionato a “sistemarsi”. Lui non vive a Sanditon né ci va volentieri, ma in una mattinata afosa e velata dalla nebbia, con una carrozza di classe, giunge un giovane uomo “di bell’aspetto, […] aria disinvolta ed elegante e un’espressione molto vivace”…

Il 27 gennaio del 1817 – come si legge nel manoscritto autografo originale in tre quaderni – Jane Austen comincia a scrivere Sanditon. Si interrompe poco tempo dopo, il 18 marzo, dopo aver scritto dodici capitoli e 120 pagine, perché la sua malattia non le consente di andare oltre; morirà nel luglio successivo a soli quarantadue anni di un male allora non meglio identificato e che oggi si dice possa trattarsi di morbo di Addison. Il romanzo è citato per la prima volta nella seconda edizione de Memoire Of Jane Austen del 1871 di James Edward Austen- Leight, nipote dell’autrice, che lo chiama The Last Work; invece la prima edizione completa è del 1925 a cura di Robert William Chapman e porta il titolo di Fragment of a Novel. E proprio con la consapevolezza che di un frammento di storia si tratta, poco più di un incipit, conviene cominciare a leggere Sanditon (questo titolo si deve ai parenti che curarono le edizioni successive) e con la stessa esprimere un parere positivo. Troviamo intatta, infatti, l’ironia di Jane Austen, pungente e divertita nel descrivere il narcisismo, l’ipocrisia, la vanità, l’arrivismo, la presunzione della società inglese, tanto che Lady Danham ricorda da vicino la terribile Lady Catherine de Bourgh; la sua protagonista, Charlotte, come la Elizabeth di Orgoglio e pregiudizio, è una ragazza umile ma saggia, forse più matura rispetto alla seconda e quindi capace di tenere per sé i commenti taglienti che le suscitano i personaggi che incontra. Il tema del denaro si affianca poi a quello della malattia, probabilmente a causa delle condizioni di salute della scrittrice. Invece che la consueta campagna inglese, sfondo privilegiato per le sue storie, la vicenda questa volta si svolge in un villaggio sulla costa che attende con spasmodica ansia le carrozze dei ricchi ospiti, rispecchiando la fase di primo sviluppo turistico che l’Inghilterra stava attraversando e quasi sicuramente testimoniando situazioni osservate e vissute da vicino dall’autrice. La storia – che potenzialmente mostra quanto sarebbe stata bella e destinata ad essere amata dalle fan di Austen – si interrompe proprio quando sulla scena compare il protagonista maschile che sicuramente avrebbe fatto battere il cuore a Charlotte e così, per chi vuole, non resta che accontentarsi della decina di continuazioni del romanzo a cura di autrici e autori che vi si sono cimentati. Una curiosità è che la prima ad averlo fatto è stata una pronipote di Jane, Anne Lefroy, nel 1895 autrice di una versione rimasta anch’essa incompleta e che quindi non vide mai la luce. Da una di queste versioni pare sia stato tratto anche un film attualmente in lavorazione, in occasione del bicentenario della morte della Austen. Per chi si diletta con queste ricerche, il manoscritto originale di Sanditon è conservato all’Università di Cambridge ed è consultabile online.



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