Sangue di madre sulle labbra

Sangue di madre sulle labbra

Campagna parmense. Alvise Rubiali incede con passo leggero per una strada costeggiata da una fitta vegetazione. Arrivato in cima alla collina, infila la mano in tasca e trova la chiave per aprire la porta della casa davanti alla quale è giunto. La puzza di chiuso è quasi insostenibile. Floriana lo sta aspettando in camera. I due cominciano a fare sesso animalesco, mordendosi l’un l’altra. Il sangue sgorga copioso dalle ferite quando la coppia viene interrotta bruscamente da un urlo agghiacciante proveniente dal fitto del bosco. Nel frattempo, in città, il detective privato Bruno Lomax si sveglia di soprassalto a causa di un brutto incubo: zombie gotici che lo inseguono e lo fanno a brandelli. Mentre si trova in Piazzale Salvo D’Acquisto a prendere una boccata d’aria e a riflettere sull’incubo appena avuto, la sua segretaria Jette lo chiama sul cellulare: un cliente lo aspetta con urgenza nel suo studio. La persona si chiama Orlando Neri e sua moglie Giovanna Vespri è sparita da tre giorni senza dare alcuna spiegazione. Forse è scappata con un altro? Oppure è stata rapita, dato che Orlando è uno stimato imprenditore proprietario di prosciuttifici? O magari è stata assassinata. Per il detective Lomax inizia un’indagine molto complicata che lo porterà in meandri occulti inimmaginabili…

Antonio Bocchi è un parmense doc classe 1958 che di professione fa il chirurgo plastico presso l’Ospedale di Parma. Negli anni Novanta si è occupato di cinema, partecipando a vari festival di cinema indipendente. Suona anche in un gruppo di rock elettronico chiamato Lux Anodyca. Un personaggio molto eclettico proprio come il suo detective Bruno Lomax, protagonista prima di Blues in nero del 2011 edito da Salani e successivamente della Trilogia delle donne perdute, di cui questo Sangue di madre sulle labbra rappresenta il primo capitolo. Il genere è quello del cosiddetto “gotico padano”, in cui la tranquilla provincia emiliana fa da sfondo a indagini crepuscolari che sfociano dalla normalità al mondo dell’occulto. La forza del romanzo, oltre alla trama molto particolare e all’ambientazione straniante, sta nella caratterizzazione dei personaggi a cominciare dal protagonista, i cui richiami autobiografici sono molto evidenti, per passare dall’efficiente segretaria Jette, fino agli esilaranti Pilleggi e Triffi, sempre utili per smorzare la tensione, e al controverso Don Luiso. Gli amanti di Dylan Dog divoreranno letteralmente questo romanzo.



 

 

 

 
 
 
 

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