Sangue e onore - I Borgia

Sangue e onore - I Borgia
Estate 1492. Mentre Cristoforo Colombo salpa alla ricerca di nuove terre, il papa Innocenzo VIII muore. Rodrigo Borgia, vicecancelliere di cinque papi e cardinale di sangue spagnolo, due occhi scuri e vivaci e un’energia vitale che catalizza e incanta chiunque sia al suo cospetto, disserta con il giovane cardinale Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, di arte e politica. I cardinali Della Rovere e Sforza si contrappongono apertamente e sfacciatamente si mercanteggia per il posto a successore del trono di Pietro. L’11 agosto, in una Roma afosa e sonnolenta, risuona l’eco dell’Habemus Papam. In cinque intense giornate, ventitre cardinali riuniti in conclave hanno negoziato e votato: Borgia è il nuovo papa, Alessandro VI. La piazza esplode ed esulta. Fervono i preparativi: gli abiti cardinalizi vengono deposti per indossare quelli papali. Rodrigo trattiene a stento le urla di trionfo che si spengono in gola. Nel frattempo, una missiva giunge a Siena, nelle mani di Cesare Borgia, annunciando l’arrivo di una nuova era. Alessandro VI, infatti, si adopera da subito per mostrare al mondo intero il suo potere e la sua forza con una teatrale e pomposa incoronazione a pontefice. A Monte Giordano una giovane donna è svegliata dalle urla: è Lucrezia, figlia del nuovo papa. Un papa con quattro figli affidati alle cure della cugina Adriana e una nuova amante, Giulia Farnese, dalla lunga e vellutata chioma che colpisce perfino il figlio del suo amante...

In una Chiesa dedita più alla salvezza delle casse che delle anime, tra corruzione e diplomazia, pettegolezzi e dicerie, equilibri e poteri dei grandi casati rinascimentali, fedele alla verità storica, una imparziale Sarah Dunant racconta il pubblico e il privato di una delle famiglie più note della storia. Da un lato Borgia padre, carismatico e accentratore che ama infinitamente i propri figli (tanto da inaugurare un intenso periodo di sfacciato nepotismo) e dall’altro i figli: la giovane e inesperta Lucrezia, lo scaltro Cesare, principe machiavellico. È lo stesso Rodrigo, infatti, a dichiarare che la famiglia è “la cosa più importante dopo Dio”. Una famiglia che però, si è macchiata di delitti (addirittura di un fratricidio), di ferocia militare e di rapporti amorosi quanto meno burrascosi. Un racconto avvincente che, nonostante le quasi 600 pagine e l’innumerevole mole di scritti esistenti sui Borgia, coinvolge ed appassiona, anche grazie al taglio narrativo equilibrato, ad un’attenzione ai dettagli e ad uno stile lineare e semplice. L’elemento vincente è certamente la caratterizzazione dei personaggi, delineati con una profondità psicologica potente ed originale che trascina il lettore nella drammatica umanità della famiglia Borgia, costruendo un equilibrio perfetto tra intrighi di palazzo e drammi interiori.



 

 

 

 
 
 
 

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