Sbirre

Sbirre

Nel fascino di una zona di frontiera in cui delinquere sembra più facile e avventuroso, il vicequestore Anna Santarossa ha deciso di vivere la sua seconda vita vendendo informazioni importantissime alla mafia bulgara. Accanto a lei un collega poliziotto divenuto anche il suo amante, Zeno. I due ‒ tra notti di passione e alcool ‒ portano avanti i loro illeciti fruttuosi e pericolosi. Fino a che le cose precipitano e Anna perde tutto. Zeno viene ucciso e anche lei rischia parecchio. La mafia bulgara vincerà anche sulla giovane sbirra?... Sergio, 16 anni, un bel giorno decide di uccidere i propri genitori e di suicidarsi. Qualche tempo dopo Luca, diciassettenne orfano di madre, uccide il padre, direttore di banca e uomo corretto, costretto dalla vita a coprire il ruolo di entrambi i genitori. Entrambi i fatti delittuosi sono commessi dai due giovani con una lucidità esemplare e le indagini in entrambi i casi portano solo verso una direzione. Il commissario Alba Doria, però, non ne sembra affatto convinta e inizia una personalissima ricerca al vero colpevole basandosi quasi esclusivamente sul suo istinto e sulle sue convinzioni. Quello a cui arriverà sarà una spirale di odio puro messa in atto da un killer terribile che si fa chiamare Il Maestro. Quante altre stragi compirà questo assassino prima che Anna lo fermi?... Massimiliano è un giovane universitario innamorato della sua fidanzata e con la testa piena di progetti, però un giorno ‒ mentre sta digitando sul suo cellulare ‒ una automobile lo investe e lo uccide sul colpo. A bordo della vettura c’è un medico di mezza età che racconta agli inquirenti che è stata una tragica fatalità e che nonostante lui sia sconvolto dall’accaduto ha avuto come l’impressione che Massimiliano volesse farsi investire. Sara Morozzi, ex poliziotta di pattuglia e di scorta e madre di Massimiliano ‒ pur sconvolta dalla tragedia e dai dolori che sembrano avere colpito la sua vita negli ultimi anni ‒ questa volta decide di reagire e di andare fino in fondo. Scava, ascolta, registra ogni parola e indaga a tutto campo. Nel dolore che l’attanaglia lei ha già pagato per la morte di Massimiliano ma chi altri pagherà per la stessa scomparsa?

“L’odio è una cosa seria. Odiare è un’arte”. Odio e vendetta sono il filo conduttore di questo raccolta di racconti di tre autori tra i più blasonati del panorama noir (e non solo) italiano. E anche se presi singolarmente sono artisti di grande talento, insieme non funzionano affatto. L’operazione editoriale e commerciale è andata benino. E invece sulla carta, dato la risonanza autoriale, sarebbe dovuta andare benissimo. Mettere insieme Carlotto, De Cataldo e De Giovanni è stato come voler mettere insieme Bono Vox, Vivaldi e Allevi. Niente da eccepire su nessuno di loro e i racconti sono piacevoli, anche se il primo, quello di Massimo Carlotto, ha qualcosa in più degli altri due, ma la raccolta resta bellina e poco di più. Scrittura impeccabile, grande talento autoriale ma alla fine Sbirre è un libro di cui non è che si sentisse tanto bisogno. Resta appunto una pura operazione editoriale che per gli appassionati del genere e i fan dei tre scrittori coinvolti è fatalmente ineludibile. Un bel volume da collezionare nella libreria personale e una piacevole lettura da tenere a portata di mano. Niente fuochi di artificio. E magari è anche quello che si aspettavano gli stessi autori.



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