Scarpe scarlatte

Scarpe scarlatte

Crema, incastonata nel cuore lombardo della pianura padana tra Lodi e Monza. Qui Giuseppe Inama, primario di cardiologia, ha appena ricevuto una lettera anonima, un avvertimento laconico che recita: “Pacemaker a rischio hacker, potrebbero dare una scossa mortale”. Nessun mittente, solo una vaga minaccia che Inama non sa se prendere sul serio o cestinare immediatamente, ma se fosse vero? Enzo Farinati è il titolare orgoglioso della Seriochimica, eccellenza nel settore dei detergenti industriali, azienda ereditata dal padre, azienda che – non è un mistero – non brilla certo per vocazione ecologica. Enzo è amico di Ferruccio Pianalti, quello con l’orologio da quindicimila euro al polso e gli abiti su misura, l’abile prestigiatore nel traffico di rifiuti tossici già indagato ma senza aver fatto un giorno di galera. Il Pianalti è appena morto per un malfunzionamento del suo pacemaker: a proposito, glielo aveva impiantato Inama. Sia Ferruccio che Enzo conoscevano Agostino Zandiani, il fanatico ecologista morto misteriosamente nel 2000 e ritrovato nella bergamasca. Mettiamoci pure che Dora – l’intraprendente figlia di Farinati –, è a capo di una rete di hacker chiamata Scarpe scarlatte, che prende di mira senza sconti stupratori e pedofili, amici di famiglia compresi. C’era anche Pianalti sulla sua lista nera? L’investigatore Daniele Segretari è tornato, a lui lo spinoso caso di Crema…

In un’Italia in bilico che vede avvicendarsi al governo prima Letta poi Renzi e infine Gentiloni, la penna di Antonio Grassi delinea i contorni di un giallo ambientato nell’operosa landa padana, lontano dalla Milano da bere e con salde radici nella grigia provincia. Trattasi di ‘Lombardia Noir’, per parafrasare un noto programma di cronaca in onda sulle reti locali, e qui il nero è quello tossico dei rifiuti smaltiti illegalmente dalla vittima, su cui Daniele Segretari – investigatore della DIA – indaga. Un nero sporco, come il passato di quel Pianalti tanto bravo a pulirsi le mani e insabbiare la verità, almeno fino a quando il suo cuore non scoppia letteralmente appena finito un controllo in ospedale. Gli opportunisti arricchiti della provincia cremasca ritratti da Grassi sono l’opposto delle figure genuine e rassicuranti di Andrea Vitali, quella gente alla mano cresciuta a Bellano su quel ramo del lago di Como, cui è facile affezionarsi e che qui non trova alcuno spazio. Due facce della stessa moneta, ma epoche diverse e stili narrativi differenti. Asciutto preciso e senza fronzoli quello di Grassi, giornalista con la laurea in biologia e all’attivo gialli a sfondo sociale, in cui la tematica ambientalista è in primo piano. L’indagine che impegna Segretari, poliziotto semita dai modi spicci e allergico a relazioni durature, si svolge nel cremasco territorio caro all’autore, dalla cui immaginazione è scaturito un investigatore meticoloso, ostinato e privo di quell’appeal seducente e buonista à la Montalbano. Ma questo è tutt’altro che un difetto.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER