Scelti dalle tenebre

Scelti dalle tenebre
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Se passate decenni e decenni a dormire sottoterra, è fatale che al vostro risveglio il mondo abbia mutato volto. Non è da escludersi neppure qualche brutta sorpresa, tipo un libro diffamatorio e tendenzioso, un bestseller in cui vi si dipinge come una specie di mostro insensibile, un vampiro borioso e crudele capace solo di diffondere morte e infelicità, un succhiasangue da evitare come la peste. È, in effetti, proprio questo il ritratto che il meditabondo Louis ha tratteggiato del suo creatore Lestat de Lioncourt nella lunga intervista concessa al giornalista Daniel Molloy. Il diretto interessato, svegliatosi dopo un lunghissimo sonno sotterraneo, ovviamente non ci sta a convivere con una siffatta, immeritata reputazione, e come contravveleno non ha che da sedersi davanti a un pc per scrivere la propria storia. Ma tra le ambizioni del bellissimo Lestat non c’è solo quella di sfornare la propria autobiografia vampiresca, il suo programma è decisamente più ambizioso e originale: diventare niente meno che una rock star e rivelare al mondo l’esistenza dei vampiri. Una vera sfida, la sua, alle leggi del popolo dei succhiatori di sangue: sacrilegio è svelare agli umani i segreti della loro genia dannata...
È un vero coup de théâtre il capitolo numero due delle “Cronache dei Vampiri”. Lestat, colui il quale ha condannato all’eternità del Dono Tenebroso il dolente Louis dell’Intervista, prende la parola e rovescia come un guanto il racconto del primo. Seducendoci irrimediabilmente. Da questo momento in poi sarà lui, Lestat de Lioncourt, il vero perno delle Cronache dei Vampiri. Nessuno degli altri suoi simili – uomini e donne: tutti bellissimi, misteriosi, tutti ad alto tasso erotico – riuscirà a eguagliare il fascino di questo personaggio sfaccettato, sanguinario e tenero, tormentato e impudente di cui Anne Rice racconta qui la trasformazione vampiresca e le peripezie che l’hanno condotto fino alla fine del ventesimo secolo, attraversando le epoche, vagabondando per il mondo, imbattendosi in altri suoi simili come Armand o Marius, l’antico che protegge Coloro-che-devono-essere-conservati, cioè i progenitori di tutti i vampiri. Un’avventura, quella di Lestat, che ammalia fin dal primo capoverso; un romanzo di quelli che avvincono il lettore tramite una specie di fluido magnetico e che gli rendono odiosa qualsiasi altra attività che non sia quella di divorarne le pagine… salvo poi provare una fitta cocente di nostalgia alla parola “Fine”.

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