Scomparsa

Scomparsa

Quella di spulciare tra i necrologi per collezionarli è una passione che Antonia ha ereditato da nonna Lela. Era lei l’esperta dei rituali funebri in famiglia, colei che decideva gli abiti del lutto e preparava con cura il mate ad ogni evento doloroso. Antonia invece si limita a ritagliare le frasi di commiato di perfetti sconosciuti e poi li ripone in ordine rigoroso nella sua scatola di latta, che negli anni è diventato un vero e proprio archivio della morte e della memoria. Oggi però è il 15 aprile, un giorno che non riesce a dimenticare. A sparire quel giorno di dieci anni orsono è stata una ragazzina dell’alta società della capitale: Cornelia Villalba, la figlia del dottor Eugenio e di sua moglie Clara. La quindicenne di Buenos Aires è sparita in un remoto villaggio della Patagonia senza lasciare traccia. Sarà morta? Nessun cadavere equivale a nessuna certezza, tantomeno per la sfortunata madre di Cornelia. È proprio l’altolocata signora Villalba a voler celebrare una messa in suo ricordo, ci sono anche le sue compagne: Pipa, Mariana, Micaela e Leonora, persino la professoressa Ludmila Roviralta, che le aveva accompagnate in quel viaggio di studio rivelatosi maledetto…

Giornalista di cronaca nera e conduttrice televisiva molto celebre in Argentina, Florencia Etcheves è nota alla letteratura grazie alla saga poliziesca con protagonista il criminologo Francisco Juárez, una tetralogia noir di cui Scomparsa (titolo originale Cornelia) fa parte e che è diventata anche un film nel 2018 (Perdida - Scomparsa per la regia di Alejandro Montiel e interpretato da Pedro Casablanc, Nicolás Furtado e Luisana Lopilato). Tema centrale è quello spietato della tratta delle bianche. Un universo, quello della prostituzione, che si rivela crudele e popolato da gente senza scrupoli: Ariel Alonso, l’Egiziano, la Sirena, solo per citarne alcuni. Pedine su una scacchiera sulla quale da principio non si capisce chi muova i pezzi sono cinque adolescenti in viaggio-studio alle pendici del vulcano Tunik. Dieci anni dopo una tra loro, Pipa, è diventata un’abile poliziotta, Mariana fa la psicologa, Leonora anima l’alta società di Buenos Aires e Micaela resta ai margini: l’enigma insoluto che aleggia sulle loro vite ordinarie è quello della scomparsa di Cornelia. Un intrigo ben costruito mette in scena una tragedia in cui essere donna equivale a essere un pezzo di carne, e neanche dei più pregiati. Senza l’allure sofisticata da pièce teatrale – che ormai sembra diventata la forma usuale nel narrare femminicidi e violenza sulle donne –, e senza indulgere troppo nei sentimentalismi, il dramma si regge in piedi e prende ossigeno dai colpi di scena, peraltro azzeccati. Capitoli brevi, linguaggio secco e pochi fronzoli rendono la lettura molto piacevole.



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