Scomparso

Scomparso
Aberdeen, Scozia. Una donna sta correndo. Non ha più fiato e le fanno male i piedi ma sa che non può fermarsi perché qualcuno la sta inseguendo. Mentre si sta faticosamente infilando in un fitto roseto, la donna viene raggiunta. Il suo inseguitore si chiama Logan McRae, vice ispettore del CID ˗ il reparto investigativo della polizia scozzese, e la donna in realtà è un uomo. Non uno qualsiasi ma Graham Stirling, uno spietato e perverso serial killer che ama travestirsi e torturare le sue vittime. La stessa sorte è toccata a Stephen Bisset, miracolosamente ritrovato da McRae in gravissime condizioni: castrato, con le dita e spezzate e i denti cavati. Ma invece di ricevere un premio, Logan subisce inspiegabilmente un trasferimento e un abbassamento di grado, e si ritrova da un giorno all’altro, da sergente in divisa, ad operare in una zona rurale dell’Aberdeenshire dove si occupa di mucche che scappano dalle fattorie e invadono le carreggiate, piccoli spacciatori, ladri, prostituzione e atti vandalici. Fino a quando nella piccola cittadina di Banff viene trovato il cadavere di una bambina. E tutto cambia di nuovo, perché Logan si ritrova a fare quello che gli riesce meglio: cercare gli assassini...

Torna lo scrittore scozzese Stuart MacBride con Scomparso, nono romanzo della serie dedicata al sergente Logan “Lazzaro” McRae e vero e proprio punto di svolta nello sviluppo del personaggio che ha fatto le fortune dell’autore di Dumbarton. Dopo aver passato una vita nel reparto investigativo a dare la caccia ai serial killer, infatti, McRae è costretto ad indossare la divisa e dedicarsi a noiosi casi di ordinaria amministrazione, mentre la sua esistenza sembra scendere sempre più in picchiata verso un oscuro baratro: eccolo dunque alle prese con doppi turni mal pagati, cibi in scatola e un amaro declassamento fatto passare per “un’opportunità di sviluppo”. Come al solito, l’autore non rinuncia ad usare la scrittura per descrivere la società scozzese, i suoi lati oscuri, i bassifondi, dando alla luce un thriller-noir che rispetto ai lavori precedenti presenta al contempo un ritmo più lento che permette di scavare a fondo nella psiche del protagonista ˗ aprendo una finestra sulle sue turbe, i suoi dolori, i suoi drammi ˗ e una serie di nuclei narrativi che solo nelle ultime pagine s’intersecano trovando compimento. E forse solo alla fine il lettore potrà capire chi è lo scomparso a cui si riferisce il titolo. O gli scomparsi.



 

 

 
 
 
 

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